Chiamparino "benedice" la festa a Palazzo Madama. Ovazione per il direttore Ricca Alfieri: "Sarà un ponte tra Torino e lOriente" Ingresso gratuito fino all8 dicembre «Un gioiellino», «un luogo molto emozionante», «resterete stupiti». È stata una serata ricca di elogi quella di ieri per il Mao, il Museo darte orientale che da questa mattina ha ufficialmente aperto i battenti al pubblico. I rappresentanti delle istituzioni lo hanno presentato senza lesinare buone parole a una sala del Senato di Palazzo Madama che per loccasione era strapiena di gente, tra esponenti del mondo della politica, dellimprenditoria, dellaccademia, della cultura, tutti in tenuta da vernissage. «Oggi - ha detto la presidente della Fondazione Torino Musei Giovanna Cattaneo alla platea - sento lo stesso affetto che avevo sentito due anni fa, quando abbiamo festeggiato la riapertura del monumento storico nel quale ci troviamo». Lassessore comunale alla Cultura, Fiorenzo Alfieri, ha aperto le danze, sottolineando limportanza del museo che servirà a gettare un ponte tra Torino e il continente asiatico e che insegnerà alla città ad avere stima dei suoi nuovi cittadini, quelli portati dai flussi migratori. Poi la presidente Cattaneo ha ricordato che nei prossimi quattro giorni le visite saranno gratuite, scatenando lapplauso dellelegante e raffinata folla accorsa allinaugurazione. Segno che la crisi economica si fa sentire anche ai piani un po più alti. Ne sa qualcosa Angelo Benessia, presidente della Compagnia di San Paolo, principale finanziatrice del Mao, che ieri sera ha ribadito ciò che aveva già detto in conferenza stampa: «Le nostre erogazioni seguono il ciclo economico, anche se manteniamo la priorità sulle infrastrutture museali, quelle di Torino soprattutto». Poi un riferimento più diretto alla crisi: «Dobbiamo collaborare con le altre fondazioni, con le istituzioni e con gli atenei per uscire dalle acque in cui ci tocca navigare. Intanto consoliamoci con la bellezza di questo museo». Il microfono è passato al sindaco Sergio Chiamparino, in ritardo di qualche minuto per una rapida visita al Mao in compagnia di Mario Resca, da poco nominato consigliere per la valorizzazione dei Musei del ministero per i Beni e le attività culturali. «Mi sono emozionato - ha detto il primo cittadino - perché mi aspettavo di vedere un museo piccolo: forse lo è, però mi ha dato limpressione di essere un grande museo». Subito dopo il discorso di Chiamparino è scivolato di nuovo sul vile denaro: «Se ce nera bisogno, questo è un segno che gli investimenti in cultura vanno avanti. Il museo fa parte di un filone di impegni che andrà avanti con lassessore Alfieri, che continuerà». Ancora lombra onnipresente della crisi: «Certo, la situazione è difficile. Bisogna selezionare», ha ripetuto per tre volte il sindaco. Ancora il tempo per una standing ovation per il direttore Franco Ricca, che poco prima aveva già incassato un applauso spontaneo quando Giovanna Cattaneo aveva sottolineato la sua disponibilità a lavorare gratis per il museo, poi la palla è passata al "supermanager dei musei" Resca: «Questo museo aggiunge un gioiello al ricco patrimonio culturale che Torino e la sua regione già anno. È in corso un passaggio importante da città manifatturiera a città della cultura e, soprattutto nei paesi avanzati, il turismo è una risorsa fondamentale». Fine degli elogi, ora il giudizio spetta allarbitro più severo: il pubblico.
TORINO -Museo darte orientale - "Questo gioiello bello e emozionante dimostra che non tagliamo la cultura"
Oggi Palazzo Madama è stato teatro di una festa per il Mao, il Museo darte orientale che da questa mattina ha aperto i battenti al pubblico. La presidente della Fondazione Torino Musei, Giovanna Cattaneo, ha presentato il museo senza lesinare buone parole. Il sindaco Sergio Chiamparino ha anche partecipato alla festa, che ha visto l'apertura gratuita del museo fino all8 dicembre. Il direttore del museo, Franco Ricca, ha ricevuto un applauso spontaneo per la sua disponibilità a lavorare gratis. Il presidente della Compagnia di San Paolo, Angelo Benessia, ha ribadito che le erogazioni del museo seguono il ciclo economico.
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