Un vecchio casello delle ferrovie col tetto sfondato e circondato da rovi dove d'estate nidificano i topi. Per liberarsene gli abitanti di Gambarara e la circoscrizione Nord si erano mobilitati nel dicembre dell'anno scorso inviando una petizione con 150 firme per chiedere alle Fs di sistemarlo o abbatterlo. E le Fs sono state rapide. Già in gennaio hanno presentato allo sportello unico del Comune la richiesta per il via libera all'abbattimento. A distanza di quasi un anno il casello in rovina è ancora lì: la pratica per farlo sparire è ferma alla direzione regionale dei beni culturali. Motivo? «E' un edificio che ha più di 50 anni e solo la direzione regionale del ministero può stabilire se togliere il vincolo che lo tutela o meno», spiega il capo dei vigili e dirigente della Sportello unico, Ildebrando Volpi. Una decisione che tutti stanno attendendo con impazienza, visto che quella costruzione in rovina è un pugno nell'occhio al decoro della zona. Il casello si trova in strada Mantovanella, la via d'ingresso dalla provinciale Goitese (che in quel tratto si chiama via Brescia) al piccolo quartiere. Percorrendola, si passa a fianco di case e negozi e, prima di arrivare al complesso dell'ex mercato ortofrutticolo (altro immobile degradato in attesa da anni di lavori di recupero), si incrocia quel che resta della casetta delle Fs a fianco dei binari della Verona-Mantova-Modena. Il tetto è crollato anni fa e anche alcuni tratti della recinzione sono a terra: dopo essere stati abbattuti da un'auto uscita di strada, nessuno li ha messi a posto. Rovi, erbacce e sporcizia completano il quadro. Un anno fa era stato il presidente della circoscrizione Alessandro Campera a prendere l'iniziativa e ad indire una petizione tra gli abitanti per sollecitare le Fs ad intervenire. «In realtà era da molto tempo che cercavamo attraverso canali più istituzionali, come la polizia locale, a chiedere alla società ferroviaria di risanare quell'area - racconta il presidente - per una questione di decoro e di igiene. Anche perchè quel terreno è di proprietà delle Fs e nessuno poteva entrarci per ripulire». Ma la petizione un risultato lo ottiene. «La società ci ha presentato in gennaio la richiesta di poter abbattere l'immobile - racconta Volpi - essendo un edificio risalente ad oltre cinquant'anni fa abbiamo dovuto inoltrare la pratica alla sovrintendenza di Brescia». Per mesi non si sa più nulla e il presidente della Nord torna alal carica chiedendo informazioni allo Sportello unico. E l'ufficio comunale scopre che la pratica non è più alla Sovrintendenza di Brescia, ma in qualche ufficio della Direzione regionale, a Milano. Che, per ora, non si è pronunciata.
MANTOVA - Fermo da mesi in Sovrintendenza il piano per abbattere il casello
Un casello delle ferrovie in rovina è ancora in piedi a Gambarara, in provincia di Mantova, nonostante la petizione degli abitanti e la richiesta della società ferroviaria Ferrovie dello Stato (Fs) di abbatterlo. La pratica è ferma alla Direzione regionale dei beni culturali, che ha stabilito che l'edificio ha più di 50 anni e quindi richiede il via libera per essere abbattuto. La decisione è ancora in attesa, mentre gli abitanti e la società ferroviaria attendono con impazienza. Il casello è stato oggetto di una petizione un anno fa, che ha ottenuto il risultato di far presentare la richiesta di abbattimento alla Direzione regionale.
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