Abbattere le periferie dei geometri (e anche quelle di certi architetti) e ricostruire interi quartieri sorti nel dopoguerra e ormai quasi fatiscenti, anziché espandersi nel territorio con nuove colate di cemento. Riassorbire nel tessuto urbano, magari trasformandoli in centri residenziali, anche i grandi centri commerciali, già obsoleti. É la proposta su come trasformare Roma che sembra mettere daccordo politici, architetti, ingegneri e costruttori. Roma, come ha ricordato il presidente dellordine degli architetti Amedeo Schiattarella, ha ormai una popolazione sostanzialmente stabile e «due esigenze contrapposte: la necessità di rispettare lidentità della città storica e quella di trasformarla in senso contemporaneo. Perciò dobbiamo usare le risorse per lavorare su quello che abbiamo, non si può continuare a pensare a piani regolatori di espansione». E soprattutto basta con le archistar: «Per aprire una nuova stagione bisogna cominciare a scegliere i progetti e non i progettisti». E anziché privilegiare larchitettura alla moda e il progetto firmato, bisogna «prestare attenzione allambiente e al paesaggio della città con un impegno collettivo», come ha ribadito anche il presidente dellordine degli ingegneri Francesco Rossi. Senza contare che «gli interventi griffati oggi sono insostenibili economicamente», come ha sottolineato larchitetto Orazio Campo. Altro punto reclamato da Schiattarella: «Un sistema di infrastrutture di servizio, altrimenti le grandi trasformazioni urbane restano inutili». E tra le infrastrutture, Giancarlo Cremonesi, presidente di Acea, considera della massima importanza un programma per il risparmio energetico: «Roma dovrà diventare un modello per la produzione e lutilizzo delle energie rinnovabili». Ma Roma, come tutte le città europee, ha in guardia sul pericolo di «lasciarsi imbavagliare dal dialogo»: «Io ho costruito una moschea romana, non ho rinunciato alla mia identità». Il dibattito continuerà in futuro allUrban Center, che verrà allestito nella Capsula Tellus di piazza dei Cinquecento, dove i principali progetti di trasformazione della città saranno illustrati ai cittadini.
Demolire e ricostruire Gli architetti in campo
Il presidente dell'ordine degli architetti Amedeo Schiattarella propone di trasformare Roma, abbattendo le periferie dei geometri e ricostruendo interi quartieri sorti nel dopoguerra. La città dovrebbe riassorbire i grandi centri commerciali ormai obsoleti e trasformarli in centri residenziali. Schiattarella sostiene che la città ha una popolazione stabile e due esigenze contrapposte: rispettare l'identità storica e trasformarla in senso contemporaneo. L'architetto Orazio Campo critica gli interventi griffati come insostenibili economicamente. Il presidente dell'ordine degli ingegneri Francesco Rossi sottolinea l'importanza di prestare attenzione all'ambiente e al paesaggio della città.
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