Ida Gianelli è in viaggio per Roma. La critica e manager dellarte contemporanea sta per approdare al Quirinale o meglio alle Scuderie del Quirinale. E oggi incontrerà il sindaco Alemanno per mettere a punto gli ultimi dettagli sulla presidenza dellAzienda speciale Palaexpo, prima della firma. A dicembre scade il suo lungo e glorioso mandato alla direzione del Castello di Rivoli. E Ida Gianelli si appresta a prendere la poltrona sulla quale, durante lamministrazione Veltroni, ha seduto (dietro il compenso di circa 12mila euro al mese), lo scrittore ed ex presidente dellOrchestra regionale Toscana, Giorgio Van Straten. Ma al tavolo dellimpresa diretta da Mario De Simoni sederà dal 2009 una persona che ha competenze esclusivamente nel campo dellarte. E che a Rivoli ha portato 100mila visitatori lanno, nonostante il museo sia fuori Torino e proponga solo arte davanguardia. «Di cosa vado orgogliosa? Dei servizi culturali, della biblioteca e della videoteca, degli archivi e delle informazioni sugli artisti» ha detto, in vista di uno dei suoi 6 mandati, la direttrice del museo piemontese (finanziato da Regione Piemonte e, tra gli altri, dalla Fiat). E il suo segreto?: «Ho una regola precisa, evitare la fonte tradizionale di tensioni inutili: il pettegolezzo». Lallontanamento delle "case" (del Jazz, del Cinema, più il teatro del Lido di Ostia) dal corpo della struttura madre costituita dagli spazi espositivi delle Scuderie e del Palazzo delle Esposizioni, è un provvedimento che lassessore alla Cultura Umberto Croppi ha annunciato subito dopo la vittoria del centrodestra alle comunali. E Ida Gianelli - genovese con "passaporto" torinese, dopo lesperienza veneziana a palazzo Grassi targato Fiat - è stata al fianco di Germano Celant e dei protagonisti dellArte povera, nel mondo delle gallerie e del mercato; poi, da ben 18 anni, alla guida del Museo darte contemporanea di Rivoli. Dalle fila dellarte proviene anche Philippe Daverio, a lungo in corsa per il ruolo di presidente dellAzienda speciale Palaexpo (in lizza cè stato anche, tra gli altri, lambasciatore italiano a Parigi, Ludovico Ortona ed Emanuele Emmanuele della fondazione Cassa di Risparmio) che, in questi giorni, copre con le mostre un arco di tempo oscillante dagli Etruschi al videoartista Bill Viola passando per la pittura di Giovanni Bellini. E, come la Gianelli, Daverio sintende bene di management culturale. Ma lestroso e coinvolgente conduttore televisivo di Passepartout ha una preparazione più eclettica. Invece, eccezionale macchina di mostre darte contemporanea - la sua bibliografia è concentrata su decine di cataloghi espositivi, come quelli per le antologiche a Rivoli di Keith Haring ed Enzo Cucchi, ma anche di Max Ernst a Rotterdam - è Ida Gianelli, che lanno scorso è stata curatrice del padiglione Italia alla Biennale di Venezia occupandosi, inoltre, delle partecipazioni di Giuseppe Penone e di Francesco Vezzoli. Da Torino - dove è nato nel 1963 - starebbe per arrivare anche Luca Massimo Barbero: Croppi lha indicato come prossimo direttore del Macro che sappresta a diventare Fondazione. Ma il curatore della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia - dove vive da anni - non ha ancora firmato. E nella sua Torino si parla di un possibile incarico da direttore, al posto di Castagnoli, per la Galleria comunale darte moderna.