La voce che Vittorio Sgarbi sarebbe diventato consulente della nuova Direzione generale per la valorizzazione del patrimonio artistico ha iniziato a circolare martedì sera. Lo stesso giorno in cui Repubblica ha raccontato la storia di una prefazione a un volume su Botticelli firmata da Sgarbi, ma interamente copiata da un saggio scritto da Mina Bacci nel 1964. Ed è stato lo stesso Sgarbi, ieri, a confermare lindiscrezione. Evidentemente non pesa a suo sfavore il fatto di aver ricevuto lincarico di scrivere un testo critico su uno dei più grandi pittori italiani, di aver girato lo stesso incarico a un suo collaboratore, di aver dato a lui indicazione di «lavorare su materiali preesistenti», di non essersi accorto che il prodotto finale era copiato di sana pianta e di averlo firmato. Una procedura che non fa una grinza agli occhi del ministro Sandro Bondi. La nomina sarebbe nata dopo un colloquio che, stando al suo racconto, Sgarbi avrebbe avuto con Silvio Berlusconi martedì. «Tu sei la persona adatta per quel posto», avrebbe detto il presidente del Consiglio. Il quale - è sempre Sgarbi che racconta - avrebbe poi telefonato al ministro Bondi. Con Bondi Sgarbi aveva avuto uno scontro a proposito del quadro di Caravaggio portato nel salotto di Vespa dal ministro («secondo me non è di Caravaggio», insiste Sgarbi). Ma poi fra i due sarebbe tornato il sereno e tutto si sarebbe appianato durante un faccia a faccia: «Bondi ha preso un impegno. Gli ho chiesto se era il caso di diramare un comunicato, ma lui non lo ha ritenuto necessario». Dunque se il direttore generale sarà Mario Resca, ex amministratore della McDonalds, Sgarbi diventerà il suo braccio destro. I compiti della nuova struttura ancora non sono definiti. Ma è certo che Sgarbi avrà occasione di occuparsi di Botticelli nel 2010, suggerendo il modo migliore per valorizzarlo nel cinquecentesimo anniversario della morte (avvenuta a Firenze nel 1510).