Nel progetto sullippodromo dovrà esserci un parco La giunta: "Un voto che ci fa andare avanti sul trasloco" Il centrosinistra "Speculazioni più difficili" Non è uno stop alloperazione ippodromo, ma il consiglio comunale pone dei limiti allamministrazione. Sullarea attorno a San Siro si potrà costruire, ma non sulle zone con vincolo monumentale o ambientali, ovvero il galoppo e la pista di allenamento Trenno. Qui il cemento non potrà arrivare. E il nuovo progetto di cui si discute ormai da anni, dovrà tenere conto di queste indicazioni. Resta fuori il Trotto, dove potrebbero sorgere case, negozi e servizi. Il centrosinistra è soddisfatto: «Abbiamo messo dei pesanti paletti allassalto dei costruttori». Ma per lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli «questo è un via libera alloperazione. Il Consiglio ha accettato che unipotesi di progetto su quellarea ci deve essere. Limpostazione è la mia: sono un cementificatore ambientalista», riassume con una battuta. Maratona notturna a Palazzo Marino: in aula si discute a oltranza della delibera di urbanistica che prevede di innalzare lindice di edificabilità da 0,65 a 1 metro quadrato di costruito per metro quadrato di terreno. Lobiettivo del piano di "densificazione" della giunta è aumentare di 700mila gli abitanti di Milano nei prossimi ventanni. E gli emendamenti da discutere sono decine. Uno è quello presentato dai Verdi Enrico Fedrighini e Maurizio Baruffi: individua le linee guida che il Comune dovrà seguire ogni volta che si dovrà discutere di un piano su una delle aree dedicate a "servizi speciali" come sport o intrattenimento in una zona verde. Unindicazione apparentemente generale dietro alla quale, però, si legge chiaramente loperazione-ippodromo. La giunta è pronta a discutere dellaccordo di programma che darà il via alla discussione sul futuro di San Siro già domani. E il centrosinistra vuole porre delle condizioni. A cominciare dalla «conservazione ambientale del verde esistente, anche mediante perequazione di eventuali diritti volumetrici con specifico riguardo ai vincoli monumentali e ambientali vigenti». Traduzione: quando si inizierà a discutere del progetto non si potranno toccare le parti protette. Sì a nuove costruzioni, ma su altre superfici, «che siano comprese allinterno dello stesso ambito», aggiunge però Masseroli. «Quellarea ha debolezze come il sistema ippico che si avvia al declino, ma anche grandi potenzialità - continua lassessore -. Nel rispetto dei vincoli adesso di può iniziare a fare un ragionamento laico. Quello che sarà il progetto è ancora tutto da studiare». Soddisfatto Fedrighini: «La Snai potrà presentare comunque un progetto, ma lindirizzo del Consiglio è chiaro: sedersi a quel tavolo vuol dire salvaguardare il verde e spostare eventuali diritti volumetrici altrove. Questo emendamento non ferma le mire speculative, ma mette in difficoltà chi sperava di mettere a sacco le piste di allenamento e le aree verdi che la proprietà vorrebbe sfrattare». Anche il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino dice: «È un passo in avanti». Ma sulla delibera «il giudizio è negativo: in questo momento è solo un favore ai proprietari delle aree, mentre non sono chiari i ritorni positivi sulla collettività».