Confronto di opinioni allAlbergo dei Poveri mentre il mondo dello sport dà lesempio Genova "per tutti". Per una città che sta puntando sempre di più sul turismo, lultima sfida è proprio questa: attrarre anche i visitatori disabili. Che sono in aumento, come spiega Giorgia Previdoli della cooperativa sociale La Cruna - Terre di mare: «Negli ultimi due anni abbiamo avuto duemila nuovi utenti, il 60 per cento da Genova e il restante 40 proveniente da fuori». Turisti che chiedono una città senza barriere e ricca di servizi, oltre che di informazioni mirate a seconda del tipo di disabilità. Nasce proprio con questo spirito il progetto di Terre di Mare mirato a testare quanto gli stabilimenti balneari e le spiagge libere della provincia di Genova siano a misura di disabile: i dati non sono ancora stati pubblicati, ma la fotografia che emerge, anticipa Giorgia Previdoli, «è molto variabile. Ci sono realtà virtuose come Sestri Levante, Chiavari e Cogoleto. E altre meno, come Genova». Quel che è certo, come spiega Claudio Puppo, presidente di Anglat (Associazione nazionale guida legislazione handicappati trasporti), intervenuto allincontro di ieri allAlbergo dei Poveri "Cultura dellaccessibilità a Genova come città turistica", è che «il turismo non deve più essere un mondo celato ai disabili». E proprio questo è lo spirito di un altro progetto importante: Ask-it, iniziativa europea alla quale partecipano sette città pilota tra cui Madrid, Bucarest, Norimberga, Helsinki e - unica italiana - Genova. «Siamo ancora in una fase di sperimentazione, che si concluderà questo mese - spiegano alla Cruna - lobiettivo è far sì che il disabile, attraverso il proprio palmare, possa avere tutte le informazioni sui percorsi cittadini, su eventuali barriere e mobilità dentro mostre e musei». Una sfida enorme, anche perché «in una città verticalizzata con un immenso centro storico, nonostante i passi avanti, ci sono ancora tanti "buchi"», dice Carla Artelli, della Biblioteca Universitaria. Lì sono state già abbattute molte barriere (con lascensore a cabina, scrivanie ergonomiche e mouse speciali), ma il rischio è di «una cattedrale nel deserto - spiega la Artelli - la fermata dellautobus in via Balbi, infatti, è difficoltosa, e nellattraversamento pedonale non cè un segnale sonoro per non vedenti. Così, molti studenti disabili studiano a casa». Se per abbattere le barriere cittadine cè ancora molto lavoro da fare, sul fronte sportivo la squadra genovese di hockey in carrozzina "Aquile azzurre", una prima battaglia lha già vinta: i ragazzi (e le ragazze, tre su nove), infatti, sono iscritti al campionato italiano di Hockey su carrozzella elettrica Fiwh (Federazione italiana weelchair hockey). «La prossima partita sarà il 7 febbraio in casa a Borzoli, alla palestra Lago Figoi», annuncia Rosalba Cirasola, presidente dellassociazione sportiva dilettantistica Aquile azzurre. Lobiettivo, è arrivare in finale. «Lentusiasmo è forte - dice Rosalba - daltronde, ci chiamiamo così proprio perché abbiamo voglia di volare».
LIGURIA - Il turismo a portata di disabile a Genova un "progetto-pilota"
LAlbergo dei Poveri ha ospitato un incontro per discutere la cultura dellaccessibilità a Genova come città turistica. Giorgia Previdoli della cooperativa sociale La Cruna - Terre di mare ha spiegato che negli ultimi due anni ci sono stati duemila nuovi utenti disabili, il 60 per cento provenienti da Genova e il restante 40 da fuori. Il progetto di Terre di Mare mira a testare quanto gli stabilimenti balneari e le spiagge libere della provincia di Genova siano a misura di disabile. I dati non sono ancora stati pubblicati, ma la fotografia è variabile. Claudio Puppo, presidente di Anglat, ha sottolineato che il turismo non deve più essere un mondo celato ai disabili.
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