Legambiente propone di «congelare» e rivalutare, anche sotto il profilo delle risorse per i Comuni, lo sviluppo edilizio del comprensorio «Fermiamo per un certo periodo l'edificazione. Verifichiamo e fotografiamo il quadro completo dell'urbanizzazione realizzata e da qui partiamo per predisporre una programmazione che tenga conto e si basi esclusivamente sulle reali esigenze del territorio». Una sorta di moratoria, dunque, che viene proposta da Lorenzo Albi, presidente provinciale di Legambiente che con i colleghi della Lombardia sta lavorando alla costituzione di un Osservatorio proprio sull'urbanizzazione. «Sono i dati a richiederlo», spiega Albi. «Negli ultimi dieci anni nel Veneto il cosiddetto costruito é aumentato del 10, 15 per cento. Ma nel nostro territorio non c'é stata altrettanta crescita demografica. E infatti ci sono molte unità immobiliari invendute o sfitte». «L'idea dell'Osservatorio nasce da qui», sottolinea il presidente veronese di Legambiente, «dalle considerazioni su queste cifre e su quello che é successo e succede sul Garda, e che é stato oggetto di denunce alle autorità. Con i colleghi della Lombardia stiamo costituendo il gruppo di lavoro, nella speranza che si possa arrivare a un utilizzo consapevole e mirato del territorio: una risorsa, varrebbe la pena di ricordare, tutt'altro che inesauribile». «L'idea di una moratoria, e di una pianificazione urbanistica che tenga conto di quanto edificato serve: è un principio di buon senso. Siamo però consapevoli che per procedere in questa direzione anche gli enti locali devono essere posti nella condizione di non dipendere dagli oneri di urbanizzazione per avere le risorse economiche per pagare i servizi». È Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente, ad accendere i riflettori su un altro tema legato a quello urbanistico. «Perché purtroppo questa é la realtà e lo sappiamo bene. E in quest'ottica siamo convinti che anche l'abolizione dell'Ici potrà avere ripercussioni pesanti: i Comuni devono poter pagare i servizi che il cittadino si aspetta. Costi cui non si può pensare di poter far fronte con i trasferimenti sempre più ridotti che arrivano dallo Stato. Ma allo stesso modo», sottolinea il presidente di Legambiente Veneto, «é miope agire come se questo problema potesse essere risolto solo grazie agli oneri di urbanizzazione. Anche perché questa é un'entrata che apre la strada a nuovi servizi e a nuovi costi per l'ente locale. Sarebbe il caso», conclude Bertucco, «di cominciare a ragionare con più lungimiranza».G.B.
Fermare il cemento per un vero sviluppo
Legambiente propone di congelare e rivalutare lo sviluppo edilizio del comprensorio Fermiamo. Il presidente provinciale di Legambiente, Lorenzo Albi, sostiene che il Veneto ha visto un aumento del 10-15% del costruito negli ultimi dieci anni, ma non c'è stata altrettanta crescita demografica, con molte unità immobiliari invendute o sfitte. L'idea è di creare un Osservatorio sull'urbanizzazione per predisporre una programmazione che tenga conto delle reali esigenze del territorio.
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