Il suo stile è presente anche nel contestato progetto dellAuditorium realizzato per la città della musica a Ravello Poeta delle curve libere e sensuali "Il mio mestiere non è importante, importante è la vita e la voglia di cambiare questo mondo sbagliato" Talento ed età vanno di pari passo, compirà 101 anni tra pochi giorni e nessuno dubita che sia tra i grandi maestri dellarchitettura. Ma progettare non è la sua sola ragione di vita. «Larchitettura non è importante - ha scritto di recente - «importante è la vita, importanti sono gli amici e la nostra voglia di cambiare questo mondo sbagliato". I suoi amici si chiamavano Boumedienne, Malraux, Marchais, in Italia Arnoldo e Giorgio Mondadori per i quali ha progettato la celebre sede di Segrate, Pier Luigi Nervi. I suoi migliori amici brasiliani sono artisti come Amado, Jobin, Chico Buarque de Hollanda. Il segreto della sua ispirazione è nella natura, nel paesaggio del Brasile, con le sue curve libere e sensuali. «Quella curva - ha scritto - che incontro nelle montagne e nei fiumi del mio paese, nelle nuvole del cielo e nelle onde del mare, nel corpo della mia donna preferita. Di curve è fatto tutto luniverso. Luniverso curvo di Einstein». Una biografia insomma, quella di Niemeyer, pienamente umana ancor prima che artistica in modo straordinario. Lultima conferma viene dal recente libro "Niemeyer, i tre volti" di Francesco Lucarelli e Alessia Mignozzi. Nasce a Rio il 14 dicembre del 1907, si laurea nel 1934 in un clima permeato di accademismo ottocentesco, ma lincontro con Le Corbusier lo conduce sulla retta via della modernità. Le sue architetture sono forme plastiche di assoluto nitore geometrico, mostrano una nudità quasi ascetica, tradiscono un gradevole formalismo, tale perché di sobria levità. Merito dellabilità con cui plasma un materiale pesante per definizione come il cemento. Il progetto del Palazzo delle Nazioni Unite a New York inaugurato nel 1951 lo condivide con Le Corbusier, suoi sono i grandi edifici istituzionali che si affacciano sulla Piazza dei Tre Poteri a Brasilia, unico Sito Unesco del XX secolo. Sono le opere che gli danno celebrità mondiale, ma sono anche anni nei quali in Brasile si afferma "il mondo sbagliato" con la dittatura dei generali. Comunista praticante, lascia lo studio di Capocabana e si rifugia in Europa. Ritornerà in patria solo alla fine degli anni Sessanta. A Parigi progetta la sede del Partito Comunista Francese, ad Algeri lUniversità, in Italia, dopo Segrate realizza nel torinese le sedi della Cartiere Burgo e della Fata. Nel 1988 è insignito del prestigioso Pritzker Prize, considerato il Nobel dellarchitettura. Con queste credenziali arriva a Ravello nel 2000 con la proposta di un Auditorium sulla cui realizzabilità tuttavia i piani urbanistici vigenti esprimono qualche perplessità. Per il centro costiero questa struttura potrebbe significare lingresso definitivo nel circuito dei grandi eventi culturali internazionali. Si tratta di un guscio bianco poggiato su una balza del versante meridionale del paese, una sorta di "grande occhio" aperto sul paesaggio. Nel punto più alto misura 13 metri e contiene 400 posti, poco più duna sala cinematografica duna volta. Non è architettura mediterranea solo perché è bianca in modo solare ed è a forma di cupola, come le coperture delle case costiere. Queste analogie sono forzate quanto inutili, tradiscono il complesso di inferiorità che dovrebbe avere unautentica architettura moderna di fronte al trito repertorio di finti archi e finte volte "in stile mediterraneo" che, questo sì, ha volgarizzato il paesaggio costiero, qui come altrove. LAuditorium non somiglia a nulla che già esista in quel luogo, è un unicum, rimanda al migliore e più riconoscibile Niemeyer e questo dovrebbe bastare a rassicurare i commissari della conservazione. In gran numero essi hanno fatto sentire la loro voce in questi sette anni di cronaca giudiziaria più che culturale e architettonica. Più carta bollata insomma tra Tar e Consiglio di Stato che pagine di serene riflessioni non preconcette nel merito dellopera. Una storia che in Italia abbiamo vissuto tante e tante volte, a partire da Venezia che nega a Wright e Le Corbusier la realizzazione del Masieri Memorial e dellOspedale di San Giobbe, a Firenze alle prese con la pensilina degli Uffizi di Arata Isozaki, a Modena che boccia la nuova Porta SantAgostino di Frank Gehry. Storie diverse, è ovvio, ma legate dallirrisolto problema del rapporto tra ambienti antichi e nuova architettura. Intanto, a Ravello, al cospetto dellantico paesaggio costiero, qualche mese fa ha preso avvio la costruzione dellAuditorium e questa è una buona notizia per Niemeyer e per larchitettura italiana.