«Museologia della Globalizzazione» è il tema della giornata di studi che si svolgerà domani nella sede della «Fondazione Culturale Ezio De Felice», presieduta da Eirene Sbriziolo. Questo seminario rappresenta un primo confronto teoretico in preparazione del terzo convegno internazionale di Museologia, che si svolgerà a Firenze nella prossima primavera. Non è irrilevante il luogo prescelto per questo meeting d'apertura. Il Teatro di Palazzo Donn'Anna è un suggestivo spazio barocco ideato da Cosimo Fanzago, scavandolo da un lato nel banco tufaceo, ma aprendolo dall'altro con grandi balconi sull'azzurro del mare. Questo spettacolare scenario è stato per anni il laboratorio progettuale di Ezio De Felice, simile a un antro alchemico, affollato da una foresta di oggetti lignei e di altri emblemi da collezione della cultura materiale. Si tratta dunque di un omaggio ad un architetto napoletano che è stato un protagonista di fama internazionale nell'ambito della ricerca museografica. Esemplare per molti versi resta l'allestimento della Galleria Nazionale di Capodimonte che Ezio De Felice innestò con maestria all'interno della settecentesca reggia borbonica tra il 1952 e il 1957. È una macchina di luce che cattura in copertura i raggi solari e poi li guida, filtrandoli attraverso un ingegnoso ingranaggio di velari ed alette orientabili, per ottenere un'illuminazione naturale degli oggetti d'arte in esposizione. Pubblicata con tempestività nelle pagine di «Domus» (il numero 356 del 1958), quest'opera è stata eletta dai manuali a paradigma della moderna museografia. Non meno significativo fu il successivo restauro del Quadriportico di San Benedetto (1959-1963) a Salerno, destinato a Museo Provinciale, che ottenne il «Premio Nazionale per la Conservazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico». Intervenendo con selezione critica nella stratificazione, l'autore rimise in luce reperti longobardi e romanici, ma al tempo stesso consolidò il monumento storico con una moderna struttura in acciaio calata dentro le fatiscenti murature. Come frammenti di specchio, le opere di Ezio De Felice riverberano le raffinate atmosfere di luce e di materie in sintonia con il clima cultuale del tempo. Si pensi all'estrema essenzialità dell'intervento di Franco Albini nel Palazzo Bianco a Genova (1950-51); all'allestimento della Galleria degli Uffizi a Firenze (1953-1956) di Ignazio Gardella e Giovanni Michelucci; o al restauro del Castelvecchio a Verona (1956-1967) di Carlo Scarpa, per citare solo alcuni esempi dell'innovativa maniera di intendere la dialettica tra antico e nuovo nell'Italia degli anni Cinquanta. Nell'eco di tali lavori magistrali, Ezio De Felice fu chiamato a Bruxelles sul finire degli anni settanta per l'allestimento del «Musée Royal» e della Sala «Victor Horta» al «Palais des Beaux-Arts». Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Nell'era della globalizzazione è mutata la maniera stessa di concepire l'architettura degli spazi museali. Nell'attuale scenario mass-mediologico prevale l'eccentricità delle «archisculture», vale a dire di costruzioni emozionali che si mostrano quali intrinseche opere d'arte. L'emblema di tale nuovo orientamento è l'ormai celebre «Guggenheim Museum», realizzato a Bilbao da Frank Gehry all'alba del nuovo secolo come metafora di un grande squalo luccicante. In controtendenza si colloca l'elegante minimalismo del Madre di Napoli, recentemente realizzato da Alvaro Siza recuperando e riplasmando in un complesso unitario tre palazzi storici preesistenti nell'affascinante intrico di un palinsesto plurimillenario. Così come si staglia per originalità inventiva il museo ipogeo sui generis ideato da Achille Bonito Oliva nelle Stazioni dell'Arte della Metropolitana. Nonostante tutto, Napoli rappresenta a tutt'oggi un laboratorio sperimentale d'eccellenza della museologia contemporanea.
Museologia della Globalizzazione : giornata di studi
Domani si svolgerà a Napoli una giornata di studi sulla museologia della globalizzazione, presieduta da Eirene Sbriziolo. Il tema è stato scelto per preparare il terzo convegno internazionale di Museologia, che si svolgerà a Firenze nella prossima primavera. Il luogo del seminario è il Teatro di Palazzo Donn'Anna, un suggestivo spazio barocco ideato da Cosimo Fanzago. Il seminario è un omaggio ad Ezio De Felice, un architetto napoletano e museologo che ha lavorato in molti spazi museali, tra cui la Galleria Nazionale di Capodimonte e il Palazzo Bianco a Genova.
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