I carabinieri alzano il sipario su un traffico di capolavori. Nei guai un medico romano UNA villa alle spalle di Sampierdarena, isolata. In un contesto apparentemente anonimo. Eppure speciale. Perché al suo interno un medico trentatreenne di Roma aveva allestito qualcosa di molto simile a un museo. Una collezione di opere d'arte e reperti archeologici per quasi un milione e mezzo di euro di valore. Capolavori rubati, secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Genova, comandato dal tenente Salvatore Luzzu, che hanno denunciato il professionista per ricettazione. Recuperando in quel Louvre in miniatura, dotato di sistemi di sicurezza all'avanguardia e di climatizzazione speciale per non deteriorarne il contenuto, dipinti trafugati in mezza Italia: dalla chiesa di San Biagio a Correggio (Reggio Emilia) a quella del Bambin Gesù di Somma Vesuviana (Napoli). Ma andiamo con ordine. Tutto inizia nei primi giorni del 2008, quando i carabinieri individuano nel catalogo vendite di una casa d'aste genovese un dipinto di scuola emiliana, risalente al diciannovesimo secolo, raffigurante il "Martirio di San Sebastiano". Ecco, dagli accertamenti fatti su quella tela, si scopre che in realtà la stessa appartiene a un imprenditore di Roma. Al quale era stata rubata a metà anni Novanta. E dopo una serie infinita di passamano, era arrivata sino a Genova. Una filiera di passaggi che avevano impedito alla casa d'aste di accorgersi della sua provenienza illegale. I carabinieri risalgono al quadro. Dov'è? È in possesso di un medico della capitale, un dottore di 33 anni. Il dipinto viene recuperato e restituito. Mentre sul conto del professionista iniziano accertamenti a tappeto. Verifiche che conducono gli uomini del nucleo fino a un villino sulle alture che sovrastano Sampierdarena. È di proprietà del medico. Una sorta di buon ritiro per le vacanze. Fuori, nulla di sospetto. Ma quando i militari entrano, non credono ai propri occhi. Blindature a ogni infisso, ovunque. Sistemi d'allarme di ogni genere e un caveau. Sì, una camera di sicurezza. Uno scrigno che aperto svela il suo tesoro. Ci sono due pale d'altare dell'artista Giacinto Diano (diciottesimo secolo). Pannelli alti quasi tre metri che risulteranno rubate nel 1989 nella chiesa di Sant'Andrea Apostolo di Quindici (Avellino). C'è poi una scultura, raffigurante uno stemma araldico, fatta sparire nel 1999 dalla chiesa del Bambin Gesù di Somma Vesuvia; due tele, una delle quali lunga svariati metri, rubate nel 2004 nell'appartamento di una professionista di Palermo. E un dipinto a olio, trafugato dalla chiesa di San Biagio di Correggio nel 1994. Soltanto questi, hanno un valore stimato di circa 300 mila euro. Nell'abitazione però ci sono anche 130 reperti archeologici: anfore, oliere, coppe. Risalenti a diverse epoche storiche, per un valore approssimativo di un milione di euro. Tutte le opere vengono poste sotto sequestro, in attesa di essere restituite ai legittimi proprietari. Compresi i reperti, su cui sono in corso ulteriori accertamenti per individuarne la provenienza. Mentre il trentatreenne viene denunciato per ricettazione. fagandiniilsecoloxix.it
LIGURIA - Villa-museo di opere d'arte rubate
I carabinieri hanno recuperato un museo di opere d'arte e reperti archeologici rubati in tutta Italia, nascosto in una villa isolata a Sampierdarena, a Genova. Il museo, dotato di sistemi di sicurezza avanzati, conteneva capolavori rubati, tra cui dipinti e sculture, con un valore stimato di quasi un milione e mezzo di euro. I reperti archeologici, tra cui anfore, oliere e coppe, hanno un valore approssimativo di un milione di euro. Tutte le opere sono state poste sotto sequestro e il proprietario, un medico di 33 anni di Roma, è stato denunciato per ricettazione. Gli accertamenti sono in corso per individuare la provenienza dei reperti archeologici.
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