Oggi incontro tra il sindaco Berruti e il direttore Malara. Si lavora a nuova interpretazione dei vincoli Savona. Il pasticcio dell'ex ospedale San Paolo potrebbe essere ad una svolta. Si muovono segnali di distensione, tra Palazzo Sisto e la Soprintendenza. Ieri, la giunta si è riunita per decidere il ritiro della delibera di ricorso al Tar contro la lettera della Soprintendenza - scritta nel 2007, ma emersa dai cassetti della Asl ad oltre un anno di distanza - che vincola i primi piani del l'ex ospedale ad utilizzo pubblico. Oggi, il sindaco Federico Berruti incontrerà Pasquale Bruno Malara, direttore regionele per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria. Com'è noto, alcune settimane fa - quando l'operazione di recupero dell'immobile sembrava vicina al passo decisivo - era emersa la lettera con la quale, quasi un anno e mezzo fa, la Soprintendenza vincolava i primi piani dell'edificio all'uso pubblico. Un vincolo che avrebbe potuto compremettere l'impianto dell'operazione, sia per quanto riguarda i privati, sia per quanto riguarda il Comune. Comune che, a suo tempo, aveva sottoscritto con la Asl la rinuncia ai propri diritti sull'immobile, in cambio di una porzione dello stesso immobile ristrutturato, del valore di 3 milioni e 700 mila euro. L'attuale amministrazione ha deciso di porre in vendita tale parte (circa 2 mila metri quadrati), ma è ovvio che se il loro destino fosse esclusivamente quello di uso pubblico - e non, più genericamente, di uffici direzionali - il controvalore ottenuto si rivelerebbe assai inferiore a quanto pattuito. Ora, come si diceva, le trattative tra le parti sembrano vicine ad una svolta. La strada imboccata «in pieno spirito di collaborazione», sottolinea il sindaco Federico Berruti, potrebbe essere quella di una interpretazione autentica della lettera e della norma, da parte della Soprintendenza, che salvaguardi il valore commerciale delle aree e, nel contempo, la sua fruizione pubblica (che è ciò che preme alla Soprintendenza). Al piano terreno potrebbe così andare la galleria commerciale e al primo piano gli uffici direzionali, con vincoli precisi - previsti dalla norme e già attuati in altri palazzi storici della città - che ne rendano possibile la fruizione pubblica in certi orari e in certe date. La delibera presa ieri a Palazzo Sisto revoca la decisione di ricorrere al Tar, a seguito dei rapporti e degli approfondimenti tra i due enti. E si riserva, in via cautelare, la possibilità di ricorso al Capo dello Stato (che non ha i tempi stringenti di quello al Tar, in scandenza in questi giorni, ed ha effetti analoghi), in caso di fallimento dei «chiarimenti in corso».
LIGURIA - Il Comune non ricorre al Tar, disgelo con la Soprintendenza
Oggi, il sindaco Federico Berruti incontrerà Pasquale Bruno Malara, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria. Le trattative tra le parti sembrano vicine ad una svolta. La strada imboccata in pieno spirito di collaborazione potrebbe essere quella di una interpretazione autentica della lettera e della norma, da parte della Soprintendenza, che salvaguardi il valore commerciale delle aree e, nel contempo, la sua fruizione pubblica. La delibera presa ieri a Palazzo Sisto revoca la decisione di ricorrere al Tar, a seguito dei rapporti e degli approfondimenti tra i due enti.
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