Non finisce con l'uscita di scena - annunciata, per ora - del governatore dalla spiaggia di Arbus. L'affare Funtanazza resta d'attualità e ci pensa il deputato del Pdl Mauro Pili ad alimentare le polemiche: «Le ultime esternazioni politico immobiliari del presidente della Regione rappresentano l'epilogo di un modo di operare che non conosce confine tra l'interesse privato e quello pubblico». Sull'ex colonia marina, l'ex capo della Giunta - che ha depositato un'interrogazione al Governo sul tema - attacca ancora: «Affermare che "vendo tutto" solo perché colto con le mani sulla volumetria di Funtanazza, non solo non scagiona Soru ma costituisce semmai un'aggravante. Per due motivi: non si può vendere ciò che non è proprio. E soprattutto, quando un bene pagato poco viene poi posto in vendita dopo aver consentito - per legge - nuove potenzialità urbanistiche, non si tratta di vendita, ma di speculazione immobiliare». L'ANALISI Pili rilegge le dichiarazioni del presidente della Regione e cerca di smontarle: «Quando Soru dichiara di aver acquistato Funtanazza nel 2003, prima di entrare in politica, non dice la verità: Soru ha acquistato quando era già sbarcato in politica e cominciava a dettare da candidato presidente le norme urbanistiche per vietare tutto. Tutto tranne quello che sarebbe poi stato permesso a Funtanazza, dove, con il primo provvedimento dell'agosto 2004, veniva consentito ciò che era stato sempre vietato: ristrutturazioni nella fascia dei 300 metri». Secondo passaggio: Soru afferma che il progetto non prevede villette al mare, ma camere ospiti, situate in una zona di rimboschimento artificiale oltre la fascia regolamentare dei 300 metri dal mare. Le volumetrie rispettano le indicazioni di legge. La replica di Pili: «Siamo al ridicolo e alle omissioni. Di quali leggi parla il presidente della Regione? Le stesse leggi che lui ha proposto e il Consiglio regionale ha approvato modificando sostanzialmente le disposizioni urbanistiche per l'area di Funtanazza». In quell'area, sostiene il parlamentare, «prima della giunta Soru era permessa solo manutenzione ordinaria e straordinaria. Dopo la delibera del 10 agosto 2004 e la legge 8 2004 è stata inserita prima la ristrutturazione, ovvero demolizione e nuovo assetto architettonico. Con la legge 8 del 2004 e il Ppr di Soru è stato previsto un ulteriore incremento volumetrico del 25 per cento. Con la legge cosiddetta "sblocca cantieri", poi, Funtanazza non è più un bene identitario». LA COMPRAVENDITA Secondo il deputato del Pdl, c'è un altro elemento fondamentale, in questa vicenda. «Soru non può vendere in alcun modo un bene che deve passare al comune di Arbus». Il parlamentare sostiene che «l'accordo di programma per Funtanazza recepito dal comune di Arbus e pubblicato sul Buras prescrive che entro 4 mesi dovevano essere chieste le concessioni edilizie e i lavori conclusi entro 5 anni. Tempi abbondantemente scaduti. Quel bene non è più di Soru, ma del Comune». LO SCENARIO «I reiterati annunci di vendita sono ormai una costante funzionale solo a risparmiare con le agenzie immobiliari», sostiene Mauro Pili, «quei titoli sui giornali valgono come un annuncio immobiliare». L'ex presidente della Regione parla di «propaganda di bassa lega». E aggiunge: «Non vendere, ma restituire. Sarà il comune di Arbus a scegliere l'imprenditore con un bando pubblico trasparente, capace di creare sviluppo e non speculazione immobiliare».
SARDEGNA - Soru restituisca Funtanazza al Comune
Il governatore della Regione Sardegna, Soru, ha annunciato di voler vendere la colonia marina di Funtanazza, ma il deputato del Pdl Mauro Pili lo accusa di speculazione immobiliare. Pili sostiene che Soru non può vendere il bene, poiché è di proprietà del comune di Arbus e che l'accordo di programma per Funtanazza prevede che il comune debba chiedere le concessioni edilizie e i lavori entro 4 mesi. Pili critica Soru per aver acquistato la colonia marina nel 2003, prima di entrare in politica, e per aver consentito ristrutturazioni nella fascia dei 300 metri dal mare, che era sempre vietata.
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