Effetto solarium, per la nuova uscita degli Uffizi su Piazza del Grano e via Castellani. Inaugurata da un drappello di turisti giapponesi, i primi a sedersi al sole sul selciato in ghiaia ocra della rampa. E la loro prima volta a Firenze e agli Uffizi, e non si accorgono della novità che dopo 37 anni rivoluziona il percorso del museo. Qualcuno è spaesato: consulta la guida, la gira, domanda: «E1 qui piazza Signoria?». Effetto sorpresa. Senza tagli del nastro o inaugurazioni, da ieri l'uscita del museo non è più sul piazzale degli Uffizi ma sul retro. Di fronte all'ex cinema Capitol, trasformato in centro commerciale dove alcuni operai con buona pace di granduchi e affezionati della lingua di Dante stanno pre-disponendo l'insegna «Uffizi center». Arrivano i primi negozianti, si incrociano i commenti: «Credevo peggio, tutto sommato non sono delusa. Certo c'è voluto un privato, Benetton, a muovere le acque, se non c'era da aspettare altri 20 anni» commenta Nicoletta Manneschi, bottega di oggettistica a tre passi, pronta al nuovo business. «Bene, era l'ora, farò i conti a fine anno» dice soddisfatto il gestore del bar all'angolo, Alessandro Leoni, diventato famoso per lo sciopero della fame contro i lavori del cantiere che gli toglievano i clienti. E mentre una scolaresca si accalca per la foto di gruppo e guadagna altri posti al sole sulla rampa, ecco i fiorentini curiosi: occhieggiano in basso, sugli scavi archeologici, sui lavori ancora in corso. «EH sì, qui ci vuole la loggia di Isozaki, cosi è proprio povera, un uscita di servizio». Effetto nuova piazza in città: «Peccato per il recinto in ferro color ruggine, ma lo toglieranno, no?» dice qualcun altro. «E' davvero brutto, ci penseremo noi di Palazzo Vecchio aggiunge l'assessore all'urbanistica Gianni Biagi, anche lui a curiosare Sistemeremo delle piante per abbellirla. E poi si farà la loggia Isozaki. Prima qui c'erano cassonetti e un parcheggio. Ora sta diventando una piazza». Ecco in sopralluogo il soprintendente Paolucci. Ha anticipato l'apertura dell'uscita per non confondersi con quella dell'ex Capitol fissata per domani. Scherza sui gatti tra gli scavi archeologici, ma non è certo questa l'uscita che sognava per i suoi grandi Uffizi. Vince l'effetto novità. Basta entrare in galleria, fare il doppio percorso : quello storico al secondo piano (affollatissimo), scendere al primo piano, attraversare i locali in attesa di restauro fino al verone sull'Arno e varcare la soglia delle cinque sale appena aperte: un vero assaggio di Nuovi Uffizi, con i capolavori di Caravaggio e Guido Reni. Pochi dipinti, finalmente leggibili e godibili come previsto nel progetto del '95 elaborato dai funzionari degli Uffizi. Infondo, alcune vetrine con riproduzioni di opere d'arte «made in Florence». Prezzi da 13 euro per un gadget, a 6.490 euro per un alzata in cristallo. Quante vendite, dopo 4 ore di apertura? «Nessuna» risponde la commessa. Ma è al piano terra, nella lunga infilata di sale bookshop che vanno a ruba guide, poster e cartoline. «I musei dovrebbero trattare e incassare direttamente i guadagni da copie e gadget su opere d'arte» osserva la direttrice Annamaria Petrioli Tofani.
Nella nuova piazza del Grano ha vinto l'effetto novità
I nuovi Uffizi sono stati inaugurati in un luogo inaspettato: il retro del museo, di fronte all'ex cinema Capitol, trasformato in centro commerciale. La prima uscita è stata aperta senza cerimonia, con un gruppo di turisti giapponesi che si sono seduti al sole sulla rampa. Alcuni visitatori sono stati sorpresi dalla novità, mentre altri hanno commentato positivamente l'idea. I negozianti hanno già iniziato a stabilirsi nel nuovo spazio, e alcuni hanno espresso la speranza di poter vendere oggetti di arte e cultura. Il soprintendente Paolucci ha anticipato l'apertura dell'uscita per evitare confusione con quella dell'ex Capitol.
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