Permane la scissione fra tutela e valorizzazione. Il persistente accentramento svilisce le Soprintendenze. Ambigue le attribuzioni per i prestiti di opere alle mostre. No al sacrificio di arte e architettura contemporanea in sede di Direzione Generale. L'Associazione Bianchi Bandinelli, l'Assotecnici e il Comitato per la Bellezza esprimono soddisfazione per la decisione del Ministro Bondi di voler riformulare la proposta di regolamento del Ministero per i beni e le attività culturali, anche a seguito della grande mobilitazione delle associazione di tutela e della comunità scientifica internazionale. Tuttavia, in attesa che il Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici si riunisca ed esprima un parere sulla nuova bozza di riforma, vogliamo evidenziare alcuni punti su cui ci sembra che non si possa scendere a compromessi: - la creazione della nuova Direzione generale, non più per i Musei ma con il compito di promuovere e valorizzare l'intero patrimonio culturale, rischia di sancire in modo grave l'impropria separazione tra tutela e valorizzazione, che fanno invece parte, insieme alla conoscenza, di un unico e inscindibile processo. L'affidamento a una figura con competenze manageriali, posta al di sopra delle professionalità tecnico-scientifiche, non può che condurre alla trasformazione della valorizzazione in mercificazione, escludendo di fatto l'educazione, la didattica, la diffusione della cultura quali compiti primari. Rimangono ambigue le attribuzioni di poteri decisionali in materia di prestiti di opere alle mostre. - il ruolo delle Soprintendenze continuerà a essere svilito, anziché potenziato, da un centralismo e una burocratizzazione della struttura amministrativa che non possono essere risolti con l'assegnazione di poteri assoluti a un super-manager. Prima di qualsiasi riforma ai vertici vanno scongiurate le conseguenze dei tagli drastici che di fatto porteranno alla paralisi la rete della tutela territoriale e che non possono essere compensate dalla promozione di mostre ed eventi. - la fusione delle due Direzioni generali BASAE e PARC (per i Beni Architettonici, Storico Artistici ed Etnoantropologici; e per il Paesaggio, l'Architettura e l'arte Contemporanee) verrebbe a creare una Direzione dalle dimensioni del tutto sproporzionate rispetto alle altre e cancellerebbe di fatto il ruolo autonomo e specifico che con la creazione della PARC (e prima della DARC) avevano raggiunto le arti e l'architettura contemporanee. Il ripristino, per questa nuova Direzione generale, della vecchia e superata denominazione alle "Belle Arti" (insieme al ritorno alle "Antichità" per i beni archeologici) cancellerebbe un secolo di discussione critica ed estetica sulla definizione di "patrimonio" e di "bene culturale", nonché sui concetti di arte contemporanea e di avanguardia. Auspichiamo infine su tutta questa delicata e complessa materia un dibattito adeguato in sede parlamentare a partire dalle Commissioni Cultura dove, specie alla Camera, si sono già manifestate interessanti aperture e sensibilità. ASSOCIAZIONE BIANCHI BANDINELLI ASSOTECNICI COMITATO PER LA BELLEZZA Roma, 3 dicembre 2008