MESTRE - M9 sì, ma solo se legato a doppio filo con i musei del centro storico da un lato e con la Porto Marghera della creatività (tutta da costruire) dall'altro. La «benedizione » del sindaco Massimo Cacciari alla nascita del futuro Museo del Novecento targato Fondazione di Venezia pone condizioni di ampio respiro. E la città risponde con una sala convegni piena all'inverosimile, ieri sera al Candiani, per ascoltare la presentazione del futuro «museo- non-museo», all'incontro della Fondazione Pellicani. Si comincia sgombrando il campo dagli equivoci: l'ambiziosa operazione ideata da Guido Guerzoni per la Fondazione di Venezia non porterà alla nascita del museo «di» Mestre, bensì di un nuovo soggetto culturale che ha nella città novecentesca per eccellenza l'humus ideale ma che punta ad essere completamente internazionale. Lo dice per primo Giuliano Segre, presidente della Fondazione di Venezia: «Siamo alla frontiera e non sarebbe stato possibile pensare un progetto di questo tipo oltre il ponte, la frontiera è qui, è a Mestre ma il piano su cui si muoverà sarà quello di capitale dell'Euroregione». Come a dire che del progetto originario di museo sulla storia della città di terraferma (con qualche «coccetto» come li chiama Cacciari) in senso localistico non è rimasto nulla. Gli fa eco il sindaco ma lo ripetono anche Franco Miracco, portavoce del governatore Giancarlo Galan e il presidente della Provincia Davide Zoggia: «Mestre ha finora vissuto sulla sua pelle solo i danni di essere crocevia naturale dell'Euroregione, col volano di M9, comincerà a goderne anche i frutti». Intanto procede a marce forzate l'iter per arrivare a un accordo di programma fra Ragione, Provincia, Comune e Fondazione di Venezia, premessa indispensabile alla pubblicazione del bando il prossimo febbraio. Il concorso per la realizzazione del nuovo edificio (ma anche per la riqualificazione urbanistica dell'intera area compresa fra via Poerio, via Carducci, Corte Legrenzi e via Brentavecchia) è diviso in due fasi, nel corso della prima, una giuria di tre esperti selezionerà cinque partecipanti under 45, parallelamente, un'altra giuria di 7-9 membri, selezionerà cinque architetti di chiara fama, infine, ci sarà lo scontro fra i dieci selezionati. Il risultato sarà un «museo-non-museo». «Dobbiamo scardinare l'idea del museo come luogo polveroso e noioso, passivo, a partire dal pubblico del futuro, i bambini », spiega Guerzoni, a capo del progetto M9. Non a caso, l'esposizione permanente, pochi oggetti e moltissimi stimoli multisensoriali e interattivi, avrà come pubblico privilegiato bambini e famiglie. La partita dell'internazionalità più legata al contemporaneo, dalla moda alla fotografia, dalla pubblicità ai video, sarà affidata, invece, allo spazio di esposizioni temporanee. Un progetto che convince Cacciari «Questo taglio è calzante perché è una scelta obbligata - spiega il sindaco - o si fa così, puntando in alto, oppure un museo di altro genere chiuderebbe nel giro di un mese. Ci sono, però, altre condizioni essenziali, il rapporto con Venezia centro storico, ad esempio. Questa è la grande scommessa. Dobbiamo combinare l'offerta culturale della città d'acqua con quella della nuova Mestre, dobbiamo arrivare alla piena sinergia fra M9 e fondazione dei musei, Biennale, Guggenheim, Palazzo Grassi». Il sindaco, infine, ha sottolineato la sostenibilità del progetto con annesse operazioni immobiliari decise dalla fondazione nell'area dell'ex caserma Matter: «Questo progetto si regge anche con interventi commerciali e direzionali. La stagione di Pantalone è finita ».
VENEZIA MESTRE - Una sfida tra dieci architetti per M9
Il progetto del Museo del Novecento di Mestre, finanziato dalla Fondazione di Venezia, non porterà alla nascita di un museo tradizionale, ma di un nuovo soggetto culturale che sarà internazionale e si concentrerà sul contemporaneo. Il progetto, ideato da Guido Guerzoni, prevede una sala convegni e un edificio per esposizioni temporanee. Il sindaco di Mestre, Massimo Cacciari, ha espresso il suo sostegno al progetto, che si basa sulla sostenibilità e sulla sinergia con la città di Venezia. Il progetto prevede un concorso per la realizzazione dell'edificio e la riqualificazione urbanistica dell'area.
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