BOLZANO. E' cresciuta ancora la quantificazione del buco del Museion: 1,1 milioni di euro. La notizia arriva dal presidente provinciale Luis Durnwalder, che ha incontrato (con l'assessore Kasslatter Mur) una delegazione del Cda del Museion, tra cui il presidente Alois Lageder e Heinz Peter Hager del comitato di risanamento. E si apre il capitolo delle responsabilità. Il Cda ha denunciato l'ex direttrice Corinne Diserens alla Corte dei conti. La documentazione utilizzata dal Consiglio di amministrazione per licenziare la direttrice del Museion Corinne Diserens è diventata automaticamente anche una segnalazione alla Corte dei conti. Un passaggio forse scontato che serve al Cda per rafforzare la propria posizione. La linea dei consiglieri è che l'emorragia finanziaria sia avvenuta in meno di un mese, sfuggendo al controllo del Cda. Ma Luis Durnwalder, che ne ha discusso in giunta, ieri ha ribadito che la Provincia non è convinta di questa ricostruzione: «Non mi sembra plausibile che Cda e revisori dei conti non sapessero nulla, che veramente la responsabilità sia stata interamente della direttrice». Ancora più secco: «Chiediamo di chiarire le responsabilità. Non posso farlo io, ci sono autorità dedicate a questo». La Corte dei conti? «Di chi è la colpa del deficit?», rincara Hans Heiss dei Verdi, che chiede di verificare le responsabilità di direttrice, Cda, revisori dei conti e anche della giunta provinciale. Intanto il piano di rientro è stato definito. «Non daremo un cent in più», riassume Durnwalder. Il Cda dovrà impegnarsi per due anni e non per i tre previsti in una prima ipotesi. Avrà a disposizione i 2,5 milioni all'anno di finanziamento provinciale che dovranno essere sufficienti per tutto, gestione corrente e rientro del deficit, più i 3 milioni assegnati una tantum per l'acquisizione di opere. Nel frattempo la direttrice Corinne Diserens ha lasciato definitivamente Bolzano. Il suo nome non compare più tra lo staff nel sito internet del Museion. A fare le spese del deficit sarà il personale e la promozione di un museo appena nato. Nei prossimi giorni il Cda affronterà il capitolo dei tagli all'organico: sembra inevitabile per affrontare i due anni di gestione controllata euro per euro. Ancora Heiss: «Il flop gestionale non può essere fatto pagare ai collaboratori». All'insegna del minimalismo il capitolo mostre. Con una struttura che costa due milioni all'anno, un finanziamento provinciale di 2,5 milioni di euro da cui si dovrà recuperare anche il denaro per coprire il buco, resterà veramente poco per organizzare le esposizioni. Un pessimo colpo di immagine per il nuovo Museion che puntava a imporsi nel mondo dell'arte contemporanea. Alcuni eventi sono stati cancellati, il 16 gennaio verrà inaugurata la mostra di Mike Kelley, e per il momento non c'è altro di annunciato. E' probabile che il Museion debba affidarsi alla propria collezione, con le nuove opere acquisite, per superare il periodo più difficile. Durnwalder aggiorna dunque lo sforamento di bilancio a 1,1 milioni di euro: 600 mila euro per la mostra inaugurale «Sguardo periferico e corpo collettivo» e 500 mila euro di amministrazione. Da quanto si è capito, quest'ultima voce comprende la mancanza di liquidità per arrivare a fine anno. Durnwalder: «C'è stata una gestione allegra nella amministrazione e negli investimenti per le mostre, soprattutto quella inaugurale su cui eravamo intervenuti più volte senza successo». Infine la stoccata al mondo dei privati: «Oltre a partecipare alla gestione del Cda dovrebbero iniziare a finanziare corposamente il Museion». Heinrich Gasser, che siede nel Cda (nomina provinciale) ricorda che nel 2008 sono stati raccolti 700 mila euro di sponsorizzazioni: «Non poco. In questi mesi di crisi non sarei ottimista sulle donazioni».