FIRENZE Con una mossa a sorpresa il soprintendente al polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, ha anticipato ad oggi il cambio del percorso all'interno della Galleria degli Uffizi, inizialmente previsto per sabato, del nuovo centro commerciale denominato "Uffizi center", situato proprio dall'altro lato di Piazza del Grano, di fronte alla nuova uscita del museo. Una decisione che nasconde una polemica verso il gruppo Benetton, che per lo stesso giorno aveva annunciato l'inaugurazione. Fretta, quella di Paolucci, che a quanto pare ha scontentato un po' tutti. Non convince, infatti, almeno per ora la nuova uscita della Galleria degli Uffizi. A sottolinearlo sono gli stessi visitatori che ieri per la prima volta sono usciti dalla Galleria attraverso il nuovo percorso. Va detto però che l'area della nuova uscita è ancora incompleta poiché manca la pensilina di Isozaki che dovrà coprire tutta la zona, non ci sono le statue che dovranno arredarla impreziosendo la discesa su piazza del Grano. Ora i visitatori escono lì e non più nel piazzale della Galleria che guarda Piazza della Signoria, come accadeva dal 1967. «L'ambiente è spoglio, è disadorno», fanno notare alcuni universitari italiani; altri criticano la presenza di cantieri ancora aperti. I visitatori percorrono il nuovo tracciato museale, molti rimangono sorpresi quando si trovano incanalati in ambienti freddi, ancora da restaurare, love le pareti spoglie stridono con la bellezza delle opere delle sale che precedono seguono questa zona. La situazione non piace alla direttrice Anna Maria Perioli Tofani. «In me c'è grande gioia - lice - per 1' allestimento delle nuove sale, ma resta la frustrazione se penso che tutto il nuovo percorso poteva essere completato». E quelle, stanze vuote che fanno la anticamera alle opere del Caravaggio non piacciono neppure a Nicholas Turner, amico degli Uffizi ed ex direttore del dipartimento di grafica del British Museum di Londra, uno dei primi a fare il nuovo percorso. «Questo è un peccato», osserva. Ma la delusione svanisce quando dal salone dell' Arno il visitatore entra nella sala del Caravaggio: lo accolgono il Putto, la Medusa. Poi ci sono gli allievi del maestro: Artemisia Gentileschi, ad esempio, con Giuditta che decapita Oloferne. Altra stanza, altri pittori caravaggeschi: Gherardo delle Notti, Bartolomeo Manfredi con Carità Romana. «Questa è una soluzione evidentemente inadeguata - osserva l'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Biagi - Si esce in un ambiente incompleto che reclama la sua conclusione». Per quanto riguarda la piazza del Grano, Biagi ricorda che anche questo progetto è stato curato da Arata Isozaki e la sua realizzazione è stata pagata con gli oneri di urbanizzazione versati con la ristrutturazione dell'ex Capitol. "Fino a due anni fa questo luogo era un retro urbano, adibito principalmente a carico-scarico merci, con una fila di cassonetti e un parcheggio per i motorini».