E intanto cè chi lava e disinfetta i cassonetti da sé Una petizione con 170 firme: "Se non otterremo risposta chiederemo i danni al Comune" Sotto accusa le aree diventate discariche aperte e la raccolta troppo sporadica Frigoriferi, reti, calcinacci, sterpaglie e sacchi di immondizia: le aree comunali ai lati di via Margherito da Brindisi, allAddaura, sono vere e proprie discariche a cielo aperto. Pochi cassonetti, ritiro dei rifiuti poco più che settimanale e assenza di controlli hanno fatto sì che le aeree in stato di abbandono di proprietà del Comune siano diventate aree per il deposito di rifiuti, speciali e «quotidiani». Residenti e commercianti della zona pensano già a una class action per chiedere i danni cagionati dal deprezzamento degli immobili. Ma intanto non si arrendono allormai annosa emergenza rifiuti, e oltre a scrivere lettere, petizioni ed esposti, in attesa che le aree vengano bonificate, cercano di fare il possibile per arginare il problema rifiuti. Come Gaspare Sasso, proprietario del ristorante Quattro Passi, che si è adoperato alla meglio per una soluzione temporanea. «Per la via Da Brindisi e la via Da Caltagirone ci sono solo due cassonetti: uno lho preso io da unaltra via dove ce nerano quattro. ? spiega Gaspare Sasso ? E sono sempre io, molto spesso, ad occuparmi della pulizia dei cassonetti, armandomi di tubo e disinfettanti. Ogni giorno, invece, pulisco la strada dove si trova la mia attività, considerato che qui nessuno viene a pulire le strade». Ma due cassonetti per due strade sono troppo pochi, così i sacchetti di immondizia vengono depositati ai loro lati o nelle aree comunali abbandonate, insieme a rami secchi e vecchi elettrodomestici. «Siamo circondati da rifiuti di ogni tipo ? continua Sasso ? e la situazione si aggrava in estate, con cattivi odori e zanzare che la fanno da padrone. Questa è una bella zona, ma assolutamente trascurata». Uno stato di degrado che si protrae negli anni, nonostante le continue sollecitazioni del comitato spontaneo pro Addaura, costituito proprio per far fronte allemergenza discariche e di cui fa parte anche Francesco Bagnasco, titolare dellomonimo mini market. «La mia attività commerciale esiste da ventanni e da allora non è cambiato niente ? afferma Bagnasco - Nelle are abbandonate tra via Margherito da Brindisi e via Gualtiero da Caltagirone, viene depositato di tutto e lAmia, nonostante le nostre continue sollecitazioni, viene molto di rado per una pulizia straordinaria. Non essendoci nessun tipo di sorveglianza, le aree tornano subito ad essere discariche». E sorveglianza è diventata una parola dordine allAddaura, sia nei confronti di giardinieri o muratori che scaricano i residui dei loro lavori nelle aree diventate discariche, sia nei confronti del Comune di Palermo. «Noi firmatari vigileremo affinché lAmministrazione Comunale e le sue aziende municipalizzate non continuino ad essere inadempienti, a tutela dei nostri diritti di cittadini, a tutela della nostra salute e per far sì che le nostre case non vengano deprezzate e lintera località dellAddaura dequalificata e degradata»: si conclude così la nota a firma della signora Paola Pappalardo, inviata anche alla nostra redazione, con allegata la petizione popolare sulle discariche, firmata da centosettanta tra residenti e commercianti dellAddaura, molti facenti parte del comitato spontaneo pro Addaura, che chiedono al Comune di Palermo, proprietario delle aree su cui insistono le discariche, di bonificarle, recintarle e illuminarle e che venga maggiorato il numero di cassonetti. E se i cassonetti vengono svuotati ogni quindici giorni, lo stesso non avviene per i cestini collocati lungo il quadrilatero di fronte il Telimar. «I cestini non vengono mai svuotati e tra questi e le discariche abusive allaperto, con il vento, siamo sommersi da detriti e rifiuti ? afferma Massimo Aguglia, proprietario dellomonima parrucchieria ? Pago le tasse ed è mio diritto usufruire di un servizio di pulizia». E se tale servizio non dovesse essere garantito, i residenti dei condomini lungo la via Margherito Da Brindisi pensano già ad unazione legale, per il risarcimento del danno subito con il deprezzamento delle proprie abitazioni, ubicate proprio di fronte le discariche abusive. «Inutile dire che tutte le richieste di risoluzione della problematica evidenziate da alcuni dei sottoscritti sin dal 2006 ? si legge nella nota della signora Pappalardo ? ad oggi sono rimaste tristemente inevase e disattese, mentre lAmministrazione Comunale ha aumentato nel 2007 la Tarsu del 75 per cento, a fronte di un fantomatico miglioramento dei servizi resi dallAmia o dagli operatori Spo, che ad oggi non si è visto e che, al contrario, risulta peggiorato».