Lappello di Formigoni e Moratti allassemblea del Bie: servono quei fondi entro Natale Appello del governatore Roberto Formigoni e del sindaco Letizia Moratti a Parigi per lassemblea del Bie: «Mancano tre miliardi di euro per organizzare lExpo. Chiediamo aiuto ai privati. Servono quei soldi entro Natale». La proposta era già stata avanzata dal sottosegretario alle Infrastrutture leghista Roberto Castelli. Ma ieri nessun esponente del governo era presente nella capitale francese. Da Milano, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia plaude alla nomina di Diana Bracco alla guida della società che gestirà levento: «Farà un ottimo lavoro. Il problema è garantire che vengano fatti gli investimenti necessari». Expo, lappello di Formigoni "Tre miliardi entro Natale" "Se lo Stato non li ha, cerchiamo una via privata" Moratti: vanno garantiti, bisogna metterne almeno una parte nella Finanziaria PARIGI - La caccia è aperta: quasi tre miliardi di euro da trovare assolutamente entro fine anno. Altrimenti lExpo rischia grosso. È il messaggio che Letizia Moratti e Roberto Formigoni lanciano da Parigi, dove davanti allassemblea del Bureau international des expositions cercano di rassicurare i delegati del Bie riuniti in assemblea generale. È una specie di esame, che arriva a cinque mesi dalla vittoria conseguita da Milano - proprio qui, nella grande sala del Palais des congrès - sui turchi di Smirne. Sindaco e governatore hanno preso laereo insieme (il jet privato di lei) e hanno laria un po trafelata. Perché il decreto del governo è arrivato con forte ritardo, e perché la società che gestirà il tutto è stata costituita solo ventiquattrore, in zona Cesarini. Ma a parte questo, ci sarebbe anche da spiegare come mai il governo non ha rispettato limpegno di finanziare tutte le opere infrastrutturali, in tutto oltre 24 miliardi, come contabilizza il presidente della Regione. Cifra che comprende vari progetti di infrastrutture lombarde non contenute nel dossier Expo. Mentre per le opere necessarie, che ammontano a 11,3 miliardi, mancano ancora quasi 3 miliardi: il 20 per cento. Perché Tremonti non vuole saperne di metterli in Finanziaria. Moratti e Formigoni di questo non parlano, nella loro presentazione davanti ai delegati del Bie. Ma appena usciti dalla sala sollevano il caso. «Bisognerà escogitare forme innovative di finanziamento - dice il governatore, che ha convocato per la prossima settimana il Tavolo Lombardia da lui presieduto - e trovare prima di Natale almeno una parte dei tre miliardi mancanti; i tempi ci sono ancora, ma siamo davvero sul filo di lana». Le «forme innovative» non riguardano il ricorso alla Cassa depositi e prestiti o alla Banca europea di investimento (pure contemplato da Formigoni), ma soprattutto il ruolo che potrebbero giocare i privati, al di là degli impegni già presi. Ne aveva già accennato il sottosegretario alle Infrastrutture Castelli, il presidente della Regione rilancia, ma non vuol dire di più. Una cosa si capisce: se quei soldi non arrivassero in fretta, bisognerà tagliare qualcosa dallelenco delle infrastrutture. Unipotesi che il sindaco si rifiuta di prendere in considerazione: «Stiamo lavorando, in contatto costante col premier e i ministri interessati». Arriveranno soldi dei privati? Risposta sibillina della Moratti: «Limportante è che il nostro progetto rimanga inalterato, però in qualche modo quei soldi vanno garantiti con un impegno pubblico: bisogna cioè metterli in Finanziaria, almeno una parte. Serve ancora un piccolo sforzo». Qualcosa di simile dice una preoccupata Emma Marcegaglia, numero uno di Confindustria: «Bene Diana Bracco alla presidenza della società di gestione, ma adesso il problema è garantire che vengano fatti gli investimenti necessari e che lItalia sia in linea con gli impegni internazionali che si è assunta». (r. s.)