QUANDO Guido Reni morì nel 1642, Cesare Malvasia, lo storico autore del famoso trattato «Felsina pittrice», aveva 26 anni. Quindi, benchè giovane, il critico più noto del tempo doveva aver conosciuto direttamente il grande artista, da lui chiamato «divino». Ora lincontro tra i due ispira il libro «Guido Reni. Unintervista possibile», basato su un testo di Graziano Campanini, direttore del Museo della Sanità di Bologna, e sulle illustrazioni di Octavia Monaco. Inserito nella collana «Sotto i portici», della Bononia University Press, il volume sarà presentato oggi alle 17.30 allOratorio di Santa Maria della Vita (via Clavature 8), alla presenza degli autori, di Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Carisbo, e di Eugenio Riccomini. Il racconto riporta alla Bologna del Seicento, quando una mattina qualunque trova Guido Reni inginocchiato davanti al Compianto di Niccolò dellArca, in Santa Maria della Vita, a pregare le Marie piangenti. Proprio lì, il grande artista incontra il giovane studioso, che vuole sapere tutto della vita dellormai vecchio maestro. Ne uscirà un ritratto a tutto tondo, che metterà in evidenza la grazia e la bellezza dellarte di Reni, in contrasto con una vita vissuta tra ombre e inquietudini. Guido Reni raggiunse presto una fama che lo portò a viaggiare in tutta Italia, chiamato da committenti importanti; a Bologna aveva diversi studi, di cui uno a pochi passi dalla chiesa della Vita. Ma la sua vita fu tormentata e i grandi guadagni ottenuti con la sua arte vennero dissipati sui tavoli da gioco.