Una proposta di legge per mettere mano alla ricostruzione di 478 edifici situati nei comuni stabiesi e danneggiati dal terremoto del 1980. Promotore dell'iniziativa è Tonino Scala, consigliere regionale di Sinistra Democratica, il quale ha illustrato il nuovo progetto nel corso di una conferenza stampa svoltasi ieri mattina a palazzo Santa Lucia alla presenza dei sindaci dell'area stabiese. «La proposta di legge presentata ieri in Consiglio Regionale afferma l'esponente di Sd - va nell'ottica del recupero degli edifici isolati e su cui non si è potuto intervenire dopo il sisma del 23 novembre 1980. Non si è potuto intervenire perché l'attuale legislazione regionale non considera gli effetti provocati dal sisma sugli edifici. È doveroso prosegue - che dopo 28 anni la Regione emani norme chiare al fine di consentire una immediata e rapida conclusione degli interventi ed attività connessa al sisma». Sulla stessa scia gli interventi degli amministratori cittadini presenti ieri mattina alla conferenza. «A 28 anni da quel tragico episodio - dichiara il sindaco di Casola Alfredo Rosalba - è scandaloso che non si sia completata la ricostruzione. Ogni anno i sindaci dell'avellinese chiedono al governo nazionale fondi per la ricostruzione, per ironia della sorte noi amministratori della provincia di Napoli questi soldi li abbiamo ma per via dell'attuale legislazione regionale non possiamo intervenire». Sulla stessa lunghezza d'onda è il sindaco di Gragnano Michele Serrapica. «Sono anni - racconta - che chiediamo l'interpretazione autentica di questa legge. La vera rabbia è che dopo 28 anni non siamo ancora in grado di dare risposte a chi ha perso la casa. Come sindaci da anni chiediamo interventi per sbloccare la normativa. Risposte che solo la Regione Campania può dare». Intanto da una stima fatta presso i singoli uffici urbanistici è emerso che restano 478 gli edifici da ricostruire o da riparare nei comuni di Castellammare, Gragnano, Sant'Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Lettere, Casola di Napoli e Pimonte. In serata una nota del presidente della commissione urbanistica regionale Pasquale Sommese: «Per superare il blocco bisogna approvare il piano paesaggistico regionale entro la fine della legislatura».