Il responsabile dei Beni culturali ha inaugurato la rassegna dei presepi tra gli arcovoli dell'Arena. L'anno prossimo, trasloco inevitabile Il ministro Bondi: «Con il sindaco e i parlamentari di Verona stiamo collaborando molto bene. Ma bisogna spendere con più attenzione» È stato il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ad inaugurare la Rassegna internazionale del presepe nell'arte e nella tradizione, che quest'anno, per la venticiquesima volta, si tiene all'interno dell'Arena. Nei successivi tre anni, la manifestazione dovrà traslocare dagli arcovoli dell'anfiteatro che necessita di interventi urgenti di manutenzione e di restauro. E l'intenso gocciolio causato dalle infiltrazioni d'acqua che ieri ha accolto il ministro, il suo seguito, le autorità e i primi visitatori delle oltre 400 opere esposte, come evidenzia lo stesso sindaco Flavio Tosi «è la prova provata che bisogna intervenire presto sul monumento». L'esposizione di presepi rimarrà aperta fino al 18 gennaio. Ma la visita alla mostra sulla Natività, ha fornito al ministro l'occasione di fare il punto sulla Fondazione Arena da lui commissariata lo scorso settembre. «Stiamo collaborando bene con il sindaco e i parlamentari su molti fronti, a cominciare da quello della Fondazione Arena». Bondi, a margine della cerimonia di inaugurazione, parla di «metodo positivo e costruttivo e di collaborazione tra governo ed enti locali» per quanto riguarda la ripartizione delle risorse del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. E ribadisce: «Per il ministero non c'è alcuna differenza. Non ci sono Fondazioni lirico-sinfoniche di serie A o di serie B sul piano della dignità culturale. Arena di Verona, Fenice di Venezia, Scala di Milano, San Carlo di Napoli o Petruzzelli di Bari, sono sullo stesso piano poiché sono istituzioni intrecciate con la nostra storia e che vanno quindi valorizzate e non mortificate». Sulla crisi delle Fondazioni liriche, il ministro aggiunge che «c'è la necessità di spendere bene le risorse». E assicura che «la necessità di risparmio non andrà nel senso di una diminuzione ma di una valorizzazione delle risorse culturali». Richiesto di un parere sull'alienazione di alcuni palazzi storici da parte del Comune, fatto che sta suscitando proteste in città, il ministro afferma: «L'obiettivo del Comune è reinvestire il ricavato nell'ambito delle politiche culturali». Secondo Bondi, inoltre, «è un'ottima idea per valorizzare il patrimonio storico ed artistico delle due città» il progetto di "distretto" dell'arte e della cultura fra Verona e Venezia, lanciato nei giorni scorsi in Fiera. In Bra c'era anche il commissario Salvatore Nastasi. Per quanto ancora? «Il tempo necessario, non di più», risponde laconico Bondi. Ad accogliere il ministro, proveniente da Salò, e giunto all'appuntamento con quasi un'ora di ritardo, ieri, sotto la grande stella alta 70 metri realizzata dall'architetto Rinaldo Olivieri, del quale ricorre il decimo anniversario della scomparsa, una piccola folla stava aspettando di visitare la mostra. Nell'attesa, a vestire i panni della «star» c'era l'imprenditore Giovanni Rana, il più richiesto per le foto dai turisti di passaggio. Prima della benedizione, il vescovo Giuseppe Zenti ha sottolineato il «valore del presepe come simbolo più idoneo del Natale, un evento che ci ricorda un fatto inconfutabile: l'entrata nell'anagrafe della storia di Gesù Cristo, duemila anni fa». «Questa manifestazione sempre più importante a livello internazionale», continua il ministro nel suo intervento, «ha un valore civile che riguarda tutti, credenti e non credenti perché il Natale ci richiama ai valori fondamentali della civiltà cristiana». «Se questa edizione si tiene qui anche quest'anno», sottolinea il sindaco Tosi, «è merito del ministro Bondi, «che anche sulla Fondazione Arena ha sempre avuto un atteggiamento costruttivo e per i prossimi tre anni dovremo studiare la soluzione migliore». L'auspicio di tutti è che continui a tenersi a Verona. A nome della Fondazione Verona per l'Arena che cura l'organizzazione dell'evento, interviene il presidente Giordano Veronesi che definisce «miracoloso» il fatto che anche quest'anno la rassegna si sia potuta allestire nel monumento simbolo della città. «Una delle poche manifestazioni a portare prestigio alla città durante l'inverno». Rivolgendosi al ministro, Veronesi auspica «il massimo dell'attenzione» nel sostegno alla Fondazione lirica. «Teatri più piccoli»,a sottolinea, «portano a casa più soldi di noi. Un esempio? Ai tempi del sindaco Sironi ci arrivavano 15mila lire a spettatore, mentre un piccolo teatro della Sicilia riceveva più di un milione di lire. Forse noi ci lamentiamo troppo poco».
LA CRISI E LA LIRICA. Non ci sono Fondazioni di serie A e di serie B
Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, ha inaugurato la Rassegna internazionale del presepe nell'arte e nella tradizione all'interno dell'Arena di Verona. L'evento, che si tiene per la venticesima volta, è stato inaugurato con una benedizione da parte del vescovo Giuseppe Zenti. Il ministro ha sottolineato il valore del presepe come simbolo del Natale e ha ribadito la necessità di valorizzare le risorse culturali. Ha anche parlato della crisi delle Fondazioni liriche e ha affermato che il ministero non ha alcuna differenza tra le Fondazioni di serie A e di serie B. Il ministro ha anche parlato del progetto di "distretto" dell'arte e della cultura fra Verona e Venezia.
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