Piano integrato: case e negozi sul fronte del porto al posto della linea di produzione della ghisa Lido e porto della ferriera, due aree riconosciute da tutti come le più strategiche dell'intero paese, destinate a subire trasformazioni nel breve - medio futuro. In vista del nuovo pgt, l'amministrazione comunale ha ritenuto opportuno studiare dei piani integrati di intervento: «Al fine - ha spiegato in consiglio comunale il sindaco, Virginio Lillia - di tutelare i suddetti ambiti dando degli indirizzi ai privati che intendono investire». Da mesi si parla della decisione della proprietà Cagiva di alienare lo spazio del porto, non più sfruttabile a fini industriali. Si tratta di 40 mila quadri affacciati direttamente a lago, con edifici dismessi che occupano attualmente 57.450 metri cubi: inevitabile ipotizzarne un futuro residenziale, con ovvi rischi di speculazione. Lo scopo del piano integrato redatto dall'architetto Mariaelena Sgroi è la riqualificazione dell'area: la nuova volumetria consentita sarà di circa 40 mila metri cubi, con possibilità di edificare ville e palazzine, ma con il vincolo di almeno 20 appartamenti di edilizia convenzionata e di una fascia centrale da destinare a terziario e commerciale. Il Comune ricaverà, a spese del privato, una piazza per il mercato, un edificio per scopi museali e asilo nido, un parcheggio con 155 posti auto a servizio del centro paese e un tratto di percorso ciclo - pedonale. «La proprietà Cagiva vende e già qualche privato è venuto in municipio per chiedere cosa potrà fare in caso di acquisto dell'area portuale - ha puntualizzato ancora Lillia - . Con questo piano, che permetterà alla comunità di riappropriarsi della fascia a lago più bella del paese, forniamo chiare direttive». Per un'altra area dismessa di stabilimento che si trova a monte della strada statale è stata invece imposta la destinazione artigianale, con un parcheggio da cedere al Comune. C'è poi l'ambito del lido, dove un privato, Candida Bertola, alcuni anni fa aveva proposto la realizzazione di una struttura ricettiva. Il piano integrato del Comune si rifà a questo tipo di soluzione: «Non possiamo pretendere che qualcuno realizzi un complesso paragonabile ai lussuosi e capienti alberghi della Tremezzina - ha precisato il primo cittadino - ma la nostra è pur sempre proposta turistico - ricettiva. Il Comune, da parte sua, cercherà di usare tutte le attenzioni possibili per la tutela dell'ambiente». La struttura prevista avrebbe una volumetria di 5 mila metri cubi, con annessi anche un ristorante e un parcheggio interrato. A potenziamento del lido il privato dovrà cedere un'area di 2.500 metri quadri, realizzando anche una piscina ad uso pubblico; si incaricherà, inoltre, delle opere di fognatura al servizio anche delle abitazioni circostanti e dell'illuminazione pubblica. «Stiamo parlando di interventi corposi che interessano le ultime aree di Dongo ancora sfruttabili - hanno sottolineato i consiglieri di minoranza Moreno Carboni, Mauro Robba e Claudio Zanotta - . Non avendo avuto, noi della minoranza, l'opportunità di visionare in dettaglio la documentazione, chiediamo pertanto un rinvio della votazione per approfondire gli argomenti». Nonostante buona parte dei consiglieri di maggioranza fossero propensi a deliberare subito, su suggerimento di Lillia, che ha auspicato la massima condivisione, la votazione è stata rimandata a giovedì 4 dicembre.