Trovata la soluzione per lassunzione definitiva. Ma sulle prestazioni dovrà essere pagata lIva Per colpa della pianta organica che non cè, che non è mai stata elaborata, la Regione non può assumere i 430 catalogatori che da oltre ventanni si occupano, da lavoratori precari, dei beni culturali della Sicilia. Per stabilizzarli ugualmente, la Regione dovrà allora affidarsi a una seconda soluzione che però si prospetta molto più costosa: inciderà nelle casse regionali per 13 milioni di euro, esattamente il 20 per cento in più rispetto allassunzione diretta nelle file dellamministrazione siciliana. «Non abbiamo altre scelte - si giustifica il segretario regionale dellMpa, nonché ex assessore ai Beni culturali, Lino Leanza - I catalogatori possono essere assunti solo dalla società Beni culturali spa che lavora per conto della Regione ma per farsi pagare presenta regolare fattura. Così, lamministrazione siciliana è costretta a pagare il 20 per cento di Iva su ogni prestazione». Unimposta che potrebbe risparmiarsi se la forza lavoro della quale si serve fosse alle sue dirette dipendenze. La prima svolta per i catalogatori, precari da oltre ventanni, era arrivata il 21 novembre dello scorso anno quando lArs ne ha approvato la stabilizzazione. La norma, varata da un fronte bipartisan, ha esteso al personale impiegato nei progetti di catalogazione i benefici previsti dalla Finanziaria dello Stato. In attesa che venisse adeguata la pianta organica, i catalogatori sono entrati a far parte della società regionale Beni culturali. Ma la pianta organica non è mai arrivata e i catalogatori sono destinati a restare a Beni culturali spa. Ora la maggioranza che governa la Regione annuncia provvedimenti rapidi promettendo, entro 3-4 mesi (sono sempre indicazioni di Leanza), lelaborazione della pianta organica dellamministrazione siciliana. Quella mappa, cioè, attraverso la quale è possibile stabilire quanti dipendenti ha bisogno ogni settore della burocrazia.
PALERMO - I catalogatori passano alla Beni culturali spa per le casse pubbliche aggravio da 13 milioni
La Regione siciliana ha trovato una soluzione per lassunzione definitiva dei 430 catalogatori che da oltre ventanni si occupano dei beni culturali della Sicilia. La soluzione prevede lincidere nelle casse regionali per 13 milioni di euro, esattamente il 20 per cento in più rispetto all'assunzione diretta nelle file dell'amministrazione siciliana. I catalogatori saranno assunti dalla società Beni culturali spa, che lavora per conto della Regione, ma presenterà regolare fattura. Ciò significa che l'amministrazione siciliana dovrà pagare il 20 per cento di Iva su ogni prestazione. La soluzione è stata annunciata dal segretario regionale dell'Mpa, Lino Leanza, che giustifica la scelta come non avere altre opzioni.
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