Si definiscono meglio i compiti di Mario Resca, il manager indicato dal ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, per ricoprire la carica della nuova direzione generale per la valorizzazione dei Beni culturali. Resca dovrà occuparsi di tutto ciò che concerne la promozione dei Beni culturali, dai musei alle aree archeologiche italiane, ma senza sconfinare direttamente nel territorio della tutela. Nel nuovo testo della bozza di riforma del ministero, vengono appena in parte assottigliati i compiti della nuova direzione generale. A lui spetteranno unitarie forme di valorizzazione, la cura delle gare e delle convenzioni per l'affidamento dei servizi per il pubblico, e il compito di elaborare le linee guida per le forme di gestione delle attività di valorizzazione. Le decisioni sui prestiti così come la vigilanza sui poli culturali di Roma, Napoli, Firenze, Venezia sono della direzione generale competente, generale per quella dei beni artistici, che si chiamerà come anni fa delle Belle arti e del Paesaggio. Tuttavia, anche per i tagli decisi dal ministro Brunetta (circa 20 dei dirigenti), sentiti il direttore generale alle Antichità e, appunto, quello delle Belle arti, Resca potrà pronunciarsi sui prestiti e agirà con poteri ampi per la promozione dei nostri beni all'estero. Resta evidente che le istituzioni dovranno cercare di venirsi incontro e decidere dì concerto se si vorrà effettivamente dar corso a meccanismi di valorizzazione che non pregiudichino una reale tutela. Questo è, in sostanza, il progetto in discussione, che andrà giovedì al Consiglio superiore dei Beni culturali, poi al Consiglio dei ministri, poi seguirà l'iter anche migliorativo, fanno sapere dal ministero in vista dell'approvazione del Dpr istitutivo. Sono state dunque prese in parziale considerazione alcune obiezioni mosse nelle scorse settimane dal Consiglio superiore dei beni culturali, in particolare nella figura del suo presidente, Salvatore Settis, che ha usato toni anche duri sulla nomina di Resca: «Occorre creare anticorpi al concetto di cultura come intrattenimento. Ci prepariamo a una politica di spoliazione di carattere economico. Mi chiedo come un ministro possa contattare per un incarico prima Antonio Paolucci e poi Mario Resca. Se va bene uno storico dell'arte, non può andar bene un manager di McDonald's». Critiche erano state sollevate anche sul Corriere della Sera dalla presidente del Fondo Italiano Ambiente (Fai), Giulia Maria Crespi. «Resca è uomo di grande educazione e capacità di ascolto», assicura il superconsulente del ministro Bondi, Alain Elkann. «Servirà per creare sinergie e solidarietà tra tutti gli operatori del ministero, i sovrintendenti e gli storici dell'arte, per avere una presenza che valorizzi i nostri Beni all'estero, per creare reti di dialogo». E ricorda: «Resca è un ottimo manager, che si potrà occupare di organizzazione logistica dei musei, valorizzazione degli spazi, interventi comuni sulla sicurezza, problemi legati all'ingresso dei diversamente abili, degli stranieri e degli anziani, nonché dei servizi aggiuntivi».