CAGLIARI. Il presidente della Regione, Soru, si è dimesso in polemica con la sua maggioranza sulla legge Urbanistica ma intanto dal Centrodestra arrivano accuse per una lottizzazione su un'area di sua proprietà. Mauro Pili, deputato di Forza Italia e acerrimo avversario del governatore, ha presentato, infatti, un'interrogazione urgente ai ministri dell'Economia, dell'Ambiente e dei Beni culturali per sollecitare un'indagine sul progetto di trasformazione urbanistica e immobiliare riguardante il compendio costiero di «Funtanazza», presentato dalla società Monteverdi spa, il cui azionista al 98 delle quote è il presidente della Regione Renato Soru. La stessa società, la Monteverdi, partecipata anche dal fratello di Soru, Emanuele, era stata messa sotto accusa da Pili qualche mese fa per un'altra lottizzazione, un market alle porte di Iglesias. Secondo Mauro Pili il progetto Funtanazza, che prevede la realizzazione di decine di unità residenziali ben distinte, si configurerebbe come una vera e propria operazione immobiliare perseguita su un immobile di proprietà pubblica in base alle prescrizioni contrattuali sottoscritte da un ente di Stato. Sulla stessa vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale di An, Mario Diana, che ha annunciato lo stop imposta dalla commissione edilizia del comune di Arbus al progetto di riqualificazione dell'ex colonia marina della Snam. Accuse ribadite in Consiglio dal capogruppo di An, Ignazio Artizzu. Ieri la replica di Soru: nel progetto di riqualificazione di Funtanazza, l'ex colonia marina della Snam - ha precisato - non vi è nessuna speculazione, ma per evitare strumentalizzazioni - ha aggiunto Soru - l'area sarà messa all'asta. L'ha annunciato, con un comunicato stampa, il governatore dimissionario dopo che sulla vicenda erano tornati nel fine settimana il parlamentare ed ex presidente della giunta, Mauro Pili, e il consigliere di An Mario Diana. Quest'ultimo commentando lo stop al progetto da parte della Commissione edilizia del comune di Arbus, ha accusato Soru di essere un vero «aspirante cementificatore». Pronta la replica del governatore: «Ho acquistato Funtanazza nel 2003, prima di entrare in politica, prevedendo per l'area un progetto di recupero e ripristino», spiega Soru. «L'area è stata acquistata non dall'Eni ma da una società che la possedeva da anni. In seguito, per evitare qualunque tipo di strumentalizzazione, ho chiesto di bloccare per lungo tempo il progetto, che di recente è stato riavviato, seguendo un iter trasparente». La sospensione da parte della Commissione edilizia comunicata il 10 novembre scorso, è stata - sostiene il presidente della Regione - una semplice comunicazione interlocutoria in attesa che venisse consegnata al Comune di Arbus la documentazione integrativa richiesta il primo ottobre, documentazione poi regolarmente depositata. Il progetto - specifica Soru - non prevede in alcun caso villette al mare, ma camere ospiti distribuite tra altre vecchie strutture preesistenti e da ristrutturare, situate in una zona di rimboschimento artificiale oltre la fascia regolamentare dei trecento metri dal mare. Le volumetrie - si legge ancora nel documento diffuso ieri da Soru e pubblicato anche sul sito personale - rispettano le indicazioni di legge. L'unità centrale, fatiscente, sarebbe stata destinata ad accogliere la struttura alberghiera, eliminando tetto e sottotetto e lasciando le pareti laterali per mantenere l'identità storica dell'edificio. «Ma per evitare qualunque ulteriore strumentalizzazione - conclude Soru nella nota diffusa ieri sera - provvederò al ritiro del progetto e alla immediata messa in vendita dell'area». L'ex colonia marina era classificata come «bene identitario» tra le architetture specialistiche civili e storiche come per tutte le ex colonie marine. Polemica aperta e Ignazio Artizzu annuncia battaglia in Consiglio: «Vogliamo sapere se l'intervento è compatibile con le politiche ambentali della Regione», dice. La commissione Edilizia del comune di Arbus non aveva bocciato il progetto originario di un albergo di lusso ma si era limitata a chiedere una relazione esplicativa. Questo accadeva prima del progetto della Monteverdi.