S.Dalmazio, spesi oltre 500mila euro per una ripavimentazione da rifare L'ex amministratore Ceccarelli: non è un problema di pietre, ma di lavorazione sbagliata Ben oltre un miliardo delle vecchie lire buttato in una ripavimentazione tutta da rifare. Succede nel borgo di San Dalmazio, dove ormai da otto anni i residenti combattono quotidianamente con piastrelle tanto belle - e costose - quanto scivolose come l'olio. Non bastano i passamano messi in un secondo momento, per agevolare il passaggio nel centro storico. E neppure le scalpellinature riescono più di tanto a creare passi sicuri. «Dopo poco tempo le pietre tornano liscie e scivolose anche là», raccontano alcuni abitanti. Così introdursi nei vicoletti, dove al muro non c'è alcun appoggio su cui far forza, diventa un incubo per le tante persone anziane che vivono nel pittoresco paese color tufo. Allo stesso modo arrivare all'unico circolo che, c'è non è esattamente una passeggiata. Tra la strada e l'accesso del locale c'è una discesa difficile da percorrere, in queste condizioni. «Per noi è un grosso problema che ci portiamo avanti da anni senza risoluzione - continuano gli abitanti - e per fortuna nessuno è mai caduto rovinosamente. Di sicuro ormai la maggior parte delle persone si trova costretta a passare dall'esterno per arrivare nei posti, proprio per saltare il centro e non correre il rischio di scivolare». Tutti condannano la scelta fatta da chi, otto anni fa, ha optato per quel tipo di pavimentazione, con pietre provenienti da Caserta che risultano scivolose «Non tanto con pioggia, quando sono asciutte», puntualizza l'assessore ai lavori pubblici Claudio Spinelli. Che prende le distanze: «Io non c'ero al tempo». Ed anche il diretto interessato, l'assessore di allora Piero Ceccarelli, si dice rammaricato della scelta, ma «Non è un problema di pietre - puntualizza - che hanno avuto anche il consenso della Soprintendenza. Diciamo che non sono state lavorate nel migliore dei modi. Quell'intervento costò all'amministrazione una valanga di soldi, perché fu fatto insieme al lavoro per il teleriscaldamento. Quindi fu prima fatto un risanamento del terreno, furono messi sotto terra i cavi di luce e riscaldamento». Per non parlare di tutti i soldi pubblici spesi negli anni per cercare di "alleviare" il disagio, dall'installazione di passamano, alla realizzazione di scalpellinature da parte di un artigiano di Volterra, per cercare di creare un certo attrito e facilitare il passaggio. Francesca Suggi