L'edicola votiva all'interno della lottizzazione Alferia è della famiglia Bombieri: «Non è in abbandono e abbiamo un legame affettivo forte con la cappellina» «E' sempre stato nelle condizioni in cui si trova e la pendenza non si è accentuata di recente» L'edicola di san Vincenzo de' Paoli, presumibilmente del 1686, come testimonia la data incisa sull'architrave, venutasi a trovare all'interno della nuova lottizzazione Alferia, non è in abbandono e anzi ha un proprietario che rivendica i suoi diritti e non ha intenzione di rinunciare alla cappellina che appartiene alla famiglia. «Già in passato c'era stato un maldestro tentativo di impadronirsene, cambiando il lucchetto all'inferriata che chiude il capitello con l'immagine sacra», racconta Angelo Bombieri che ne ha il possesso per eredità dalla zia Esterina Perini, moglie di Riccardo Prati, alla cui famiglia apparteneva da tempo immemorabile. «Tutta la famiglia ha un legame affettivo molto forte con la cappellina. Basti pensare che abbiamo fatto modificare il tracciato della strada nella nuova lottizzazione perché in un primo tempo era prevista proprio dove sorge il capitello. «Non corrisponde al vero quindi il dubbio del consigliere di minoranza Giancarlo Mandarà , avanzato in un'interrogazione consigliare, che il manufatto non compaia nei disegni approvati per la lottizzazione. Ci siamo anche interessati alla Soprintendenza per il suo restauro, ottenendo la risposta che non esistono agli atti provvedimenti che attestino l'interesse artistico del manufatto. Questo non significa che non ci interessi conservarla, tutt'altro», incalza Bombieri. Quanto ai rischi strutturali di cedimento, prospettati sempre nella stessa interrogazione, per l'inclinazione che il manufatto avrebbe assunto in seguito ai lavori di lottizzazione, Bombieri rassicura: «A memoria d'uomo è sempre stato nelle condizioni in cui si trova adesso e la pendenza non si è accentuata nell'ultimo periodo, come dimostra la foto di sei anni fa che ritrae vicino mio nipote, a riprova che i recenti lavori sono stati eseguiti a regola d'arte senza compromettere la staticità del manufatto, costruito sulla roccia», assicura il proprietario. «Accolgo volentieri i suggerimenti di tutti per conservare la cappellina al suo decoro e alla devozione popolare, purché sia chiaro che non è mai stata abbandonata, né che la mia famiglia intenda disfarsene», conclude Bombieri.V.Z.