Lallarme di Batelli, neopresidente dellAcer: "Rilanciare le infrastrutture" "Un terzo dei lavoratori edili rischia di perdere il posto" «Su 150.000 addetti nel settore delle costruzioni in tutto il Lazio, almeno 50mila rischiano di trovarsi senza lavoro a breve». Eugenio Batelli, architetto laureatosi con una tesi sul riuso di Regina Coeli, neo-presidente dellAcer, Associazione costruttori romani, lancia un grido dallarme che sicuramente farà discutere. Quali sono le emergenze della Capitale? «Quelle che coinvolgono tutto il paese. La mancanza di infrastrutture, lhousing sociale, e certamente la sofferenza del settore delle costruzioni. Gli ultimi dati Cresme parlano di un crollo del 30 su scala nazionale, a Roma si rischia anche di più». Lei è stato eletto in un momento delicato, con Alemanno che vuole rivedere il Prg targato Veltroni. Cosa ne pensa? «Che si può migliorare. Alcune scelte come il sistema delle compensazioni, il trasferimento di cubature senza lutilizzo dellesproprio molto più costoso, le abbiamo condivise. Ma il Prg è stato miope sulle infrastrutture». I maxi-appalti: lamministrazione li smonta o li rinegozia uno ad uno. Dal parcheggio del Pincio alle Torri dellEur, dal ponte dei Congressi, alla stazione Tiburtina. «Ripensare gli appalti è nelle prerogative dellamministrazione ma vanno scisse le opere pubbliche dalle private. Sono anche questultime sotto stretta osservazione. A proposito di grandi opere, le Soprintendenze sono troppo chiuse nella loro logica, hanno tempi lentissimi. E le convenzioni urbanistiche sono ferme da due anni». Lei ha detto: "Ledilizia, volano per uscire dalla crisi". Per rilanciare leconomia cè solo la visione cementizia? «Lo dicono studi su scala mondiale. Il sistema delle opere pubbliche è un antidoto anticrisi capace di riavviare tutti i settori. E lunico che universalmente si riconosce». E appena uscito il bando per realizzare case di housing sociale sulle aree dellAgro romano, coinvolti persino i parchi. Legambiente ipotizza un nuovo sacco di Roma... «Su quel bando cè molta confusione. E fondamentale poiché permette allamministrazione di acquisire al patrimonio pubblico, aree a trasformazione vincolata dove l80 dei diritti edificatori diventano di proprietà pubblica». Ma davvero servono tante nuove case popolari (si parla di 30-40mila alloggi) con tanti immobili sfitti che si possono convertire? «Stiamo facendo un aggiornamento sul fabbisogno ma le ultime leggi hanno allargato la fascia delle categorie deboli. Il riuso di immobili vuoti? Costerebbe troppo, perché si dovrebbe espropriarli ai valori di mercato. Si risparmia a costruirli ex novo su aree pubbliche». Cosaltro chiede allamministrazione? «Investimenti in opere pubbliche con una diffusione capillare alle piccole imprese. Siamo disposti a contribuire con i nostri soldi. Stiamo ragionando sulle proposte: finanza di progetto per il prolungamento della metro B, edilizia sociale, parcheggi di scambio». Lei, è un esperto di manutenzione stradale e la giunta Alemanno ha cancellato lappaltone da 600 milioni con Romeo e Vianini... «Premesso che non ero dentro il maxi-appalto, poteva essere unoccasione per migliorare la manutenzione delle strade ma è stato gestito male: doveva essere diviso in più lotti, senza cabina di regia». Ma perché le strade di Roma sono un colabrodo? «Scarse risorse: 15 anni fa lamministrazione metteva in bilancio il doppio dei finanziamenti». Erasmo Cinque, costruttore vicino ad An, ha già criticato Alemanno: "Si dia una mossa" gli ha detto. Lei che dice del sindaco? «Vedo buona volontà, diamogli ancora un po di tempo. Altri sei mesi, poi ne riparliamo».