I sindacati dal commissario attaccano la gestione dello spazio. E chiedono chiarimenti. Scoppia il caso "auditorium" al teatro Carlo Felice di Genova. Arriva pesante e diretta laccusa da parte dei sindacati: «Gestione autonoma rispetto alla programmazione istituzionale», puntano il dito Fials, Snater, Libersind e Uil. Lo hanno fatto ieri, davanti al commissario straordinario del teatro, Giuseppe Ferrazza, insediato da tre mesi e mezzo, che è caduto dalle nuvole, non conoscendo ancora il problema. E si è impegnato ad andare a fondo nella situazione. Lauditorium Eugenio Montale, annesso al teatro Carlo Felice, vivrebbe di vita propria, dicono i sindacati. Duecento posti, palco e foyer, ha una sua stagione di spettacoli teatrali per i ragazzi, inseriti nellofferta didattica. «E una creatura misteriosa che funziona senza che nessuno sappia come e senza che nessuno ci abbia mai interpellato, sulla programmazione o sul budget, come invece previsto dallarticolo 28 dello statuto dei lavoratori»: spiega Nicola Lo Gerfo, contrabbassista e pasionario di lungo corso della Fials. «Non si sa chi organizzi la stagione dellAuditorium, non si sa quale budget abbia, né chi lo gestisca, e poi non sappiamo chi scelga le compagnie che vengono pagate per gli spettacoli, ce ne sono cinque, in stagione, questanno»: affondano i sindacati. Ma come è possibile che una sala minore del teatro, con tanto di cartellone, non abbia un responsabile? «Non ce lha - simpuntano - o almeno non cè mai stato comunicato, non ci è mai stata sottoposta la programmazione che invece sta svolgendosi con tutta tranquillità: siamo pronti ad appellarci allarticolo 28, per comportamento antisindacale, perché ci sono state tenute nascoste troppe cose, dalla passata gestione», e ogni riferimento va al passato sovrintendente, Gennaro Di Benedetto. Sono arrabbiati: «Ciascun artista, in teatro, gode di turni di riposo, a rotazione, per la stagione lirica e per quella sinfonica. Ma perché il teatro deve spendere soldi per appaltare spettacoli allesterno, quando potrebbe avere a disposizione forze interne e risparmiare? Allauditorium è in corso unemorragia di denari», non risparmiano accuse le sigle autonome e la Uil. E ieri il commissario Ferrazza ha incontrato, separatamente, i sindacati per illustrare la nuova pianta organica cui sta lavorando: al mattino, Cgil e Cisl, al pomeriggio autonomi e Uil. Ha presentato anche il progetto per la nuova Accademia dei giovani cantautori, che dovrebbe garantire un buon serbatoio di voci nuove, a costi minimi, per le opere. Anche la Cgil, però, è sul piede di guerra: «Cominciamo già male - spiega Maria Pia Scandolo, Cgil - dopo quattro mesi di commissariamento Giuseppe Ferrazza non è neppure riuscito a convocare un tavolo sindacale unitario». Ma la polemica si fa aspra sugli annunci: «Nel nuovo organigramma ci saranno ben tre figure di nuovi dirigenti - spiega Scandolo - un direttore generale per coordinare le direzioni, un casting manager e un responsabile della comunicazione. Forse ce nè un quarto: un responsabile degli allestimenti scenici. E così che si ottimizzano le risorse?».
GENOVA - Carlo Felice, auditorium nel mirino "Gestione misteriosa, chi decide?"
I sindacati hanno attaccato la gestione dello spazio del teatro Carlo Felice di Genova, accusando la gestione autonoma rispetto alla programmazione istituzionale. I sindacati sostengono che l'auditorium, un anello del teatro, funziona senza che nessuno sappia come e senza che nessuno ci abbia mai interpellato, sulla programmazione o sul budget. I sindacati chiedono chiarimenti e chiedono di sapere chi gestisca l'auditorium e chi scelga le compagnie che vengono pagate per gli spettacoli. I sindacati sostengono che la gestione del teatro sta spendendo soldi per appaltare spettacoli allesterno, quando potrebbe avere a disposizione forze interne e risparmiare.
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