Una figura del monumento genovese ritrovato e riconosciuto in uno sperduto oratorio vicino a Levanto E anche il "Dolente" ha trovato lautore Un dolente. Le narici pronunciate, i solchi profondi a lato della bocca, la palpebra inferiore evidente: è di Giovanni Pisano. La scoperta è di Piero Donati, funzionario della soprintendenza ligure per i Beni artistici e responsabile di zona nel Levante. Lo studio dellopera è stato pubblicato a gennaio 2007 dalla prestigiosa rivista italiana specializzata - e di respiro internazionale - "Prospettiva". Ma non è ancora mai stata resa nota ai non addetti ai lavori. «È un altro pezzo di un misterioso e affascinante puzzle, che si ricompone»: Donati ha individuato una figura del monumento di Margherita di Brabante di Genova in uno sperduto oratorio vicino a Levanto. Il primo incontro, diciassette anni fa. E, subito, la decisione di "mettere il vincolo" su quellopera che, era chiaro già ad un primo esame, fosse «molto pregiata», dice lo studioso. Poi, anni di ricerche. E una scoperta, nel 2000, a Genova: Clario Di Fabio, allora conservatore di SantAgostino, individuò nei depositi una scultura di "dolente", però acefala, e la attribuì a Giovanni Pisano e al monumento di Margherita. Piero Donati: come è avvenuto il suo ritrovamento? «Stavo setacciando il territorio per preparare una mostra sullarte a Levanto nel XV e XVI secolo. Era il 1991: incappai in questa scultura, bellissima, in un oratorio semipubblico nei pressi di Levanto. Dicevano che raffigurasse SantAnna, perché glabra e con il velo. Capii che dovevo, prima di tutto, vincolarla. E metterla in sicurezza». E poi? «Poi mi resi conto di non essere preparato per affrontarla. Così cominciai a studiare approfonditamente. Certamente avevo forti indizi, formali, che potesse trattarsi di Giovanni Pisano. Ma. Nel 2000 accadde il ritrovamento del "dolente" da parte di Clario Di Fabio. Partii dai suoi studi, mi confrontai con lui, capii che tutti i dubbi erano dissipati, a Levanto ecco trovato un altro "pezzo" del monumento di Margherita». Dove si trovavano i "dolenti" nel monumento originario? «Dietro la figura "gisante", giacente, di Margherita, perduta. Cerano sei "dolenti" e, dopo quello di Di Fabio, che è acefalo, questo è il secondo». Cosa porta ad avvicinare i due dolenti? «Hanno le stesse dimensioni, hanno lo stesso impianto formale, le stesse soluzioni di dettaglio, come le pieghe a forcella in corrispondenza delle ascelle, lo stesso protendersi della gamba destra e il brusco interrompersi della veste, nella parte inferiore. Poi, entrambe, hanno il retro sommariamente lavorato». Come è finita a Levanto una scultura proveniente dalla chiesa di San Francesco di Castelletto? «Dopo la distruzione della chiesa, allinizio dellOttocento, fiorì un vero e proprio mercato di ciò che ne rimaneva. Loratorio in cui lho trovata appartiene a una famiglia che aveva collegamenti con Genova». (m.bo.)