Il monumento funebre conservato in SantAgostino alla mostra dedicata a Giotto Tornerà restaurato e verrà ricollocato nel nuovo Museo del Medioevo di Sarzano Il complesso scultoreo rivoluzionario allepoca era conservato nella basilica di S. Francesco di Castelletto poi distrutta Margherita sta per partire. Ma solo per poco. Il bellissimo monumento funebre a Margherita di Brabante, del più grande scultore gotico Giovanni Pisano, conservato al museo di SantAgostino di Genova è stato richiesto in prestito per la grande mostra dedicata a Giotto, che aprirà l8 marzo al Vittoriano di Roma. «Mi hanno contattato i curatori - spiega Adelmo Taddei, responsabile del museo comunale genovese - e sarà la più importante mostra dedicata a Giotto degli ultimi decenni. Abbiamo concordato il prestito e ora dobbiamo attendere il placet della soprintendenza per movimentare lopera e per autorizzarne il restauro». Infatti, la mostra di Giotto, per sdebitarsi del prestito, "regalerà" a Genova un intervento di restauro sullopera. Margherita di Brabante morì a Genova nel 1311, il giorno di santa Lucia. Aveva accompagnato il marito, limperatore Arrigo VII, nella campagna dItalia (1310-1313) ed aveva un peso determinante nella politica familiare, anchessa incoronata imperatrice nel 1308. Arrigo VII ne volle celebrare la memoria e commissionò al più importante scultore dellepoca, Giovanni Pisano, un monumento funebre dedicato alla sua amata, nella basilica di San Francesco di Castelletto. Era il 1314 e Giovanni Pisano allestì il cantiere. E cominciò a realizzare unopera rivoluzionaria per allora. Oggi, dopo la distruzione della chiesa di San Francesco e mille vicissitudini, è conservata a SantAgostino, e della complessa opera non rimangono che tre figure maggiori (più tre minori). Margherita che si leva dal sepolcro e i due angeli. L"elevatio", come viene indicata dagli studiosi, venne ritrovata fortunosamente nel 1874 dallo scultore Santo Varni, mentre passeggiava con la duchessa di Galliera, proprio nel parco della Brignole Sale. Unopera importante, questa genovese, per Giovanni Pisano, perché fu lultima da lui realizzata, prima di morire. Giovanni, figlio di un altro grande scultore, Nicola Pisano, si formò nella bottega del padre con Arnolfo di Cambio. Giovanni, il maestro del pulpito della chiesa di SantAndrea a Pistoia, sallontanò però dalla lezione paterna e diventò, pioniere, uno dei più formidabili scultori del gotico. «Il restauro del gruppo scultoreo sarà solo il primo passo verso un complessivo ripensamento del monumento di Margherita di Brabante e dellintero museo di SantAgostino, che diventerà il museo del Medioevo di Genova», annuncia Taddei. Con la supervisione dellex conservatore del museo, Clario Di Fabio, storico dellarte e oggi docente allUniversità di Genova, lopera di Giovanni Pisano, vera attrazione del museo genovese, sarà riallestita e trasferita per garantirne una fruizione migliore. «Correggeremo lallineamento delle figure - spiega Taddei - secondo gli studi di Di Fabio, perché non corrispondono alla posizione originaria. Sarà collocato contro una parete, mentre oggi si trova al centro di una sala. Saranno ricollocati in posizioni più filologiche anche altri tre frammenti che abbiamo». La nuova vocazione del museo di SantAgostino, il medioevo, è confermata dallapertura di una sala dedicata alla pittura (dalla fine del 1300 ai primi del 1500) a marzo prossimo: «Si tratta di quindici-venti opere che arrivano dal museo di Palazzo Bianco, dove erano tenute nei depositi o necessitavano di restauri», svela Taddei, come Barnaba da Modena, Niccolò da Voltri, fino a Lodovico Brea. E Margherita sarà il centro di un nuovo, necessario, spazio con cui Genova riporterà in luce un tempo dimenticato della sua Storia.