Assalto al Mandela dove Mehta ha diretto la "Nona" in difesa del Maggio In settemila per dire no ai tagli alla cultura, alla scuola e allUniversità. Un Mandela Forum stracolmo, gente in piedi, ai lati dellorchestra (disposta sul parquet del Forum: lo smontaggio nottetempo della pista su ghiaccio delle Winx non ha permesso lallestimento di un palco vero e proprio), persino dietro, sulla porzione di gradinate che, inizialmente, non doveva essere aperta ma, vista la situazione demergenza, ne viene permesso laccesso. Tutti in piedi quando Mehta sale sul podio dellOrchestra del Maggio, in una standing ovation commossa, grata. In settemila in perfetto silenzio quando Cristina Pierattini, lavoratrice del Maggio, con voce rotta dalla commozione, chiede un minuto di silenzio per le vittime degli attentati a Mumbay: Mehta abbassa la testa, con gli occhi pieni di lacrime. Nel suo discorso, Pierattini condanna la scure che il governo sta per abbattere sul fondo unico dello spettacolo, (il «federalismo perverso che delegherà il collasso dellintero sistema cultura e spettacolo agli enti locali»), ricorda la mancata apertura del Petruzzelli di Bari, annunciata per il 6 dicembre ma poi rinviata dal ministro Bondi. In platea cè il sindaco della città pugliese, Michele Emiliano, che si dichiara grato alla Fondazione Maggio Musicale per il sostegno. E, mentre Umberto De Luca e Letizia Giuliani, primi ballerini di Maggiodanza, interpretano un passo a due dallo Schiaccianoci, il sovrintendente Giambrone sorride: «Con stasera è fugato ogni dubbio. Firenze ama il Maggio». Poi la nona di Beethoven, accolta a furor di popolo.