Sarà la stessa Edilvenezia a mettere in sicurezza, a sue spese, l'ex chiesa di Sant'Anna, per evitare ulteriori crolli dopo il distacco di cinquantacinque metri quadrati di soffitto determinato dal degrado del complesso da tempo in attesa di restauro. La perizia. «Il perito è già stato in sopralluogo - spiega il presidente di Edilvenezia Claudio Orazio - per eseguire una perizia statica sull'edificio e, sulla base dei risultati, decideremo anche come intervenire per la sua messa in sicurezza. Anticiperemo noi, pertanto, i fondi che il Comune aveva già previsto sul bilancio 2009 per l'intervento. Inizialmente la cifra prevista era di 600 mila euro, poi scesi a 300 mila, proprio per le difficoltà del bilancio. A questo punto, torneremo alla cifra iniziale, anche perché non si tratta solo di mettere in sicurezza l'area della chiesa e dell'ex infermeria, ma di intervenire anche sulle coperture che si affacciano sulla calle adiacenti e che sono in parte pericolanti, con il rischio di ulteriori distacchi». Restauro rinviato. Rimandato invece a tempi migliori il restauro vero e proprio del complesso, dopo gli alloggi già recuperati nell'ex Convento di sant'Anna, perchè il Comune - come ha già ricordato l'assessore ai Lavori Pubblici Mara Rumiz - non ha fondi per eseguire un intervento del costo di diversi milioni di euro e spera nell'arrivo di finanziamenti europei per risanare gli edifici nell'ambito del progetto che prevede qui l'insediamento di un nuovo polo per l'artigianato veneziano di qualità. Il crollo di Sant'Anna è solo l'ultimo è il più evidente di una serie di dissesti statici che riguardano strutture monumentali o edifici di culto sottoposti a progressivo degrado e su cui il Comune non ha spesso le risorse per intervenire, per mancanza dei fondi della Legge Speciale. La chiesa di Sant'Alvise. Nella chiesa tardotrecentesca di Sant'Alvise l'abside si sta letteralmente staccando dalla parete e le profonde ferite che ne attraversano la muratura arrivano sino all'esterno). Le condizioni di degrado sono tali che quando piove intensamente l'acqua si riversa all'interno della chiesa, contribuendo ad accelerarne la rovina. Le condizioni dell'abside e delle murature sono sottoposte a monitoraggio dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia, per evitare il pericolo di crolli. Ma non ci sono i fondi per affrontare il restauro radicale di cui Sant'Alvise avrebbe bisogno. La Misericordia. La Scuola Grande è stata affidata dal Comune al gruppo trevigiano della San Paolo Gestioni per trasformarlo in una sorta di fondaco dell'Oriente, ma la cinquecentesca Scuola Grande della Misericordia presenta una grossa crepa larga una decina di centimetri, che va dal tetto alle fondazioni sott'acqua. E un cedimento sulla parte dell'edificio verso il rio di Noale. Il suo equilibrio è a rischio, e ora potrebbe mettere in discussione il progetto di rilancio. La grande crepa, parte dal secondo piano e attraversa in senso verticale i cinquecenteschi muri in mattoni dell'edificio sansoviniano. Gli accordi prevedono che l'edificio sia affidato ai nuovi gestori risanato dal punto di vista statico. Il Comune - dopo gli interventi già compiuti - credeva che così fosse, ma le cose stanno diversamente.