Venezia, un crollo al giorno e l'ultimo è una specie di valanga. Dalla chiesa dell'ex convento di Sant'Anna a Castello sono venuti giù improvvisamente 55 metri quadrati di soffitto, per il degrado avanzato della struttura, priva di ponteggi, nell'area dove Edilvenezia, per conto del Comune, ha già realizzato 18 nuovi alloggi. Nessun danno, per fortuna, a persone, perché l'area della chiesa con la cappella e dell'ex infermeria sono chiuse al pubblico e in attesa di un restauro che per ora non può avvenire, perché il Comune - senza i fondi della Legge Speciale - non ha risorse per intervenire. «Sapevamo del degrado della chiesa, che non è mai stata restaurata e delle aree circostanti - spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Mara Rumiz - e per questo avevamo previsto fondi per la messa in sicurezza delle parti murarie, ma sul bilancio del 2009. Il crollo, purtroppo, è arrivato prima. Ma i tecnici di Edilvenezia sono già al lavoro per limitare i danni ed è già stata avvisata anche la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia». E' possibile, che, anche in seguito a infiltrazioni, siano marcite le teste delle travi e questo abbia provocato l'improvviso distacco della parte di soffitto adiacente all'abside della chiesa di Sant'Anna che è improvvisamente piombato al suolo. Anche la relazione di Edilvenezia sul progetto di recupero di chiesa e cappella di Sant'anna, di qualche anno fa, denunciava il degrado degli ambienti. «L'organismo della chiesa - vi si legge - è profondamente sconvolto dagli interventi di costruzione di un solaio intermedio su pilastrini in cemento armato e di chiusura delle finestre termali, probabilmente sollecitati dalle precarie condizioni statiche del fabbricato». Il crollo era dunque solo questioni di tempo e il tempo non ha fatto sconti al Comune in bolletta. «Attualmente - spiega ancora l'assessore Rumiz - non disponiamo delle risorse necessarie per il recupero della chiesa e dell'ex infermeria, per i quali è prevista una spesa di diversi milioni di euro. Per questo abbiamo già presentato domanda per ottenere dei fondi europei, con l'obiettivo di realizzare in quest'area dell'ex convento un insediamento di botteghe artigiane di interesse culturale, per dare anche una risposta a quegli artigiani che vengono continuamente sfrattati. Speriamo di ottenere i fondi, perché fino ad allora non potremo intervenire, se non con opere di messa in sicurezza». Nell'ex infermeria, in particolare, il progetto di Edilvenezia prevede anche la realizzazione di due sale per esposizioni, con il recupero dell'impianto architettonico originario. La chiesa di Sant'Anna era già andata in rovina alla metà del Seicento e successivamente rifatta interamente, fino al nuovo, parziale crollo di questi giorni. L'ex convento di Sant'Anna, fondato alla metà del Duecento dai monaci Eremitani di Sant'Agostino, passò poi alle monache benedettine all'inizio del Trecento, con vari rifacimenti. Dopo l'esproprio napoleonico del 1806 il convento fu convertito in Collegio per i Cadetti della Marina, la chiesa fu trasformata in palestra e tutto l'apparato decorativo fu rimosso. Nel 1850 l'ex convento diventò Caserma e nel 1867 Ospedale principale, sempre per la Marina, attivo fino al 1986. Quindi il complesso passò al Comune che vi ha realizzato, con fatica, il restauro e i nuovi alloggi. Mancavano chiesa ed ex infermeria, ma il crollo è arrivato prima. I fondi per il restauro chissà quando.
VENEZIA - Crollo nella chiesa di Sant'Anna
A Venezia, un crollo improvviso di 55 metri quadrati di soffitto nella chiesa dell'ex convento di Sant'Anna a Castello ha colpito l'area dove sono stati realizzati 18 nuovi alloggi. Nessun danno è stato causato a persone, poiché l'area è chiusa al pubblico e in attesa di un restauro. Il degrado della struttura è stato denunciato già da tempo, ma non è stato possibile intervenire a causa della mancanza di fondi. I tecnici di Edilvenezia stanno già lavorando per limitare i danni e la Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Venezia è stata avvisata.
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