Genova. I palazzi dei Rolli, nel centro antico di Genova, diventano dal 2005 patrimonio dell'Umanità. Lo ha annunciato ieri mattina il soprintendente ai Beni architettonici e ambientali Maurizio Galletti, che, tra l'altro, fa parte del comitato dell'Unesco. La notizia che la richiesta, avanzata da alcuni anni, ha fatto il passo più significativo è stata comunicata a Galletti dal direttore generale Giuseppe Proietti. «Significa una ulteriore attenzione internazionale che si accende su Genova, significa per questi 150 palazzi un impegno sancito da un protocollo d'intesa in termini di grande tutela» ha commentato il soprintendente Galletti. E ha aggiunto: «Il gruppo di lavoro Italia ha accettato la proposta dei Rolli, nel 2005 la rappresentanza diplomatica li propone ed è di fatto come se scattasse una accettazione a livello internazionale. Ora stiamo lavorando perché non si frappongano ostacoli squisitamente formali». Per la Liguria è il secondo sito, dopo le Cinque Terre, Portovenere, Tino e Tinetto, che verrebbe insignito di questo riconoscimento. Era stato il professor Poleggi a coordinare il gruppo di studiosi che ha messo a punto il dossier da presentare all'Unesco. Puntando sul sistema dei palazzi dei Rolli più che su una candidatura generica del centro storico, in virtù della loro unicità. «Campione di cultura urbanistica rinascimentale, possiede la caratteristica unica in Europa di una ricchezza privata spiego Poleggi utilizzata come potere di rappresentanza pubblica; è un sistema di palazzi che non è stato staccato, durante le trasformazioni urbanistiche che si sono succedute, dalla città vecchia». Si tratta di 150 dimore nobiliari che nella Genova del Cinquecento servivano ad alloggiare gli ospiti illustri in visita alla Superba. Priva di una reggia o di edifici pubblici adatti allo scopo, la Repubblica rifondata da Andrea Doria aveva escogitato questo particolare sistema che affidava tutti gli onori (e anche gli oneri) delle visite ufficiali alle famiglie patrizie. Le abitazioni precettagli erano schedate in cinque elenchi, cosiddetti "Rolli degli alloggiamenti pubblici", datati 1576,1588,1599,1614 e 1664 e recentemente ritrovati nei faldoni dell'Archivio Segreto di Genova, a seconda del grado di importanza, bellezza e capienza, ed estratte a sorte con un sistema simile a tutte le lotterie: i nomi dei proprietari chiusi entro bussoli e pescati in caso di bisogno. Erano Rolli, fra gli altri, i palazzi di Via Garibaldi, i cinque di via Balbi, oggi sede dell'Università e del Museo di Palazzo Reale, il Durazzo Brignole di piazza della Meridiana e l'Interiano-Pallavicini di Piazza Fontane Marose, il palazzo della Rovere e il Doria Spinola oggi sede della Provincia, ma anche Palazzo Imperiale di Campetto, l'abitazione di Stefano De Mari in via San Luca e quella di Francesco Borsetto in via della Maddalena. Ma solo tre erano degni di alloggiare «Papa, Imperatore re e legato Cardinali o altro Principe»: la casa di Ciò Batta Doria in Santa Caterina e, in via Garibaldi, il palazzo di Niccolo Girrnaldi oggi ex Municipio Doria-Tursi, e Palazzo Lercari coi talamoni dai nasi mozzi.
I Rolli patrimonio dell'Umanità
I palazzi dei Rolli a Genova sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Il soprintendente Maurizio Galletti ha annunciato la notizia, che è stata richiesta da alcuni anni. I palazzi, che sono stati costruiti nel Cinquecento, sono stati scelti per la loro unicità e ricchezza. La loro storia è legata alla Repubblica di Genova, che li ha utilizzati come alloggiamenti per gli ospiti illustri. I palazzi sono stati schedati in cinque elenchi, con nomi estratti a sorte, e sono stati utilizzati per alloggiare Papa, Imperatore, Re e Cardinali. La dichiarazione di patrimonio dell'umanità è un riconoscimento internazionale che garantisce una grande tutela per i palazzi.
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