CALTANISSETTA Due lotti di autostrada sequestrati in Veneto, perquisizioni in diverse sedi produttive di Italcementi, acquisizione di nuova documentazione sui legami fra il gruppo Italcementi-Calcestruzzi. Una nuova impennata dell'azione investigativa della Procura antimafia di Caitanissetta, ha proiettato fuori dai confini isolani l'inchiesta sulla multinazionale bergamasca del cemento, ipotizzando la creazione di fondi neri attraverso il depotenziamento sistematico del calcestruzzo, che metterebbe a rischio la sicurezza di grandi infrastnitture ed edifìci pubblici in tutto il Paese. La Direzione antimafia nissena, inoltre, non arretra sullo schema che vedrebbe confermati fino ai giorni nostri gli storici legami di Calcestruzzi con Cosa nostra in Sicilia. Sulla base di queste pesanti ipotesi accusatone, carabinieri e Guardia di finanza hanno eseguito la scorsa notte il «sequestro con facoltà d'uso» (cioè senza chiuderli al traffico) dei lotti 9 e 14 dell'autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza, perché, ha spiegato il Procuratore capo di Caitanissetta, Sergio Lari, «gli accertamenti peritali hanno evidenziato scostamenti significativi» tra la quantità di cemento stabilito dai contratti e quello «effettivamente impiegato nella produzione dei conglomerati» forniti per i lavori. Gli accertamenti peritali sono al momento solo cartolari - tra i contratti e le bolle di consegna del cemento -ma dovranno ora seguire prove pratiche (carotaggi, resistenza ccc.) per stabilire se gli «scostamenti» riscontrati possono avere conseguenze sulla tenuta delle opere. Inoltre, sono state perquisite le sedi Italcementi di Porto Empedocle ( Ag), Isola delle Femmine (Pa) e Calusco d'Adda (Bg), gli uffici di Palermo, il deposito di Catania e acquisite altre carte dal gruppo Italsfusi, spedizioniere che rifornisce Calcestruzzi per conto di Italcementi. Una nota del legale della società, Alberto Alessandri, esprime «serenità» per l'esito di questi nuovi accertamenti che confermeranno la e ricorda che le verifiche peritali finora condotte non hanno «affatto dato conferma dell'ipotizzata compromissione della stabilità statica delle opere siciliane indagate e sequestrate nel 2007». Nonostante le novità d'indagine - che Pm e investigatori hanno inteso sottolineare convocando una conferenza stampa - i titoli Italcementi hanno chiuso la seduta di ieri guadagnando quasi il 2. Con la mossa "veneta", la Dda nissena conta di dare una svolta all'inchiesta, che ormai punta con decisione a dimostrare l'esistenza della «ingentissima quantità» di ricavi fuori fatturazione accumulati negli anni dal presunto gioco di sponda Italcemcnt i-Calcestruzzi. Somme che solo «in minima parte» sarebbero restate nelle tasche della mafia locale perche, ha ripetuto Lari «abbiamo evidenze che la sovrafatturazione determinata dall'uso di minori quantità di cemento nel calcestruzzo, è sempre rimasta almeno per tre quarti dentro Calcestruzzi». La partita giudiziaria - che appare sempre meno nissena e sempre meno antimafia - continua perciò sul doppio fronte della reale tenuta delle opere e del ritrovamento del presunto tesoretto "in nero".
CALTANISSETTA - L'Antimafia sequestra la Valdastico
La Procura antimafia di Catania ha lanciato una nuova ondata di indagini contro la multinazionale del cemento Italcementi-Calcestruzzi, accusandola di creare fondi neri attraverso il depotenziamento sistematico del calcestruzzo. I carabinieri e la Guardia di finanza hanno sequestrato due lotti di autostrada in Veneto, mentre sono state perquisite le sedi produttive di Italcementi in Sicilia e acquisite nuove documentazioni sui legami tra il gruppo e la mafia. L'inchiesta ipotizza che il calcestruzzo depotenziato sia stato utilizzato per costruire infrastrutture pubbliche e private in tutto il Paese, mettendo a rischio la sicurezza di queste opere.
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