SALO' (BRESCIA) A vederlo imbrigliato dai ponteggi, con le gru che sovrastano il lago in cima alla salita di Santa Giustina, si potrebbe pensare all'ennesima speculazione edilizia. Il destino dell'ex convento seicentesco dei padri somaschi, già Collegio civico di Salò, utilizzato poi dalla Rsi come sede della Guardia nazionale repubblicana, invece sarà diverso. Nessun appartamento di lusso, né residenze Vip: nell'area di grande interesse storico, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato sta nascendo il Polo museale di Salò. Un «project financing» (prevista una spesa di circa 12 milioni di euro) per un museo interattivo che ripercorrerà in quattro piani la storia del territorio. Dal museo archeologico a quello dedicato alla liuteria (con la ricostruzione della bottega di Gasparo da Salò inventore del violino), passando per la storia militare con cimeli napoleonici e della terza guerra di indipendenza. Ma nella città che fu sede della Repubblica sociale italiana non poteva mancare un piano riservato alla documentazione storica della Rsi (messa a disposizione dal centro studi presieduto da Roberto Chiarini). «Nessun museo della memoria si affrettano a chiarire sulle sponde del lago solo rari documenti raccolti dagli storici in anni di studi e ricerche». Un progetto ambizioso che ieri è stato elogiato anche dal ministro Sandro Bondi, arrivato in visita sul Garda. «Questo progetto è un modello da imitare ha sottolineato il ministro ai Beni Culturali . Il recupero dell'ex Collegio civico è l'esempio di come pubblico e privato possano lavorare al servizio della cultura». E a Salò già guardano al futuro, senza dimenticare il passato.