ROMA - Sbloccare l'Italia si deve. Forse, si può. Come? Nei venti, articoli e dieci commi del pacchetto anti-crisi di Tremonti, spunta l'istituzione di una figura fondamentale per la ripartenza dell'Italia sulla base della cultura del decidere e del fare, troppo a lungo latitante in queste contrade. Ovvero, il Commissario per le opere pubbliche. Viene da considerarlo, a colpo d'occhio, una sorta di Bertolaso che invece di occuparsi di rifiuti - nel caso napoletano con successo, compreso quello di aver fatto cooperare per il meglio il governo centrale con quello regionale e con quello comunale - si concentra sul controllo delle infrastnitture. Svolgendo il ruolo di decisore di facilitatore, di nemico "armato" - la sua arma è l'autorità dello Stato - : contro i veti e i contro-veti e i conflitti di competente e ì ricorsi e i ritardi burocratici che bloccano la costruzione di autostrade, Tav, impiantì energetici... L'economista Fiorella Kostoris Padoa-Schioppa sta studiando il documento tremontiano e quando arriva ai commi due e tre, in cui si parla del Commissario per le opere pubbliche, si esalta: «Questa è una grande svolta. Anche di tipo culturale. Nell'idea dì istituire questo tipo di figura, c'è l'etica dei risultati: C'è la cultura del fare da. opporre alla cultura delle buone intensioni». Poi, ovviamente, si. tratterà di vedere chi verrà scelto per questo incarico delicatissimo. «Uno con le doti di Bertolaso sarebbe perfetto», dice l'economista e senatore del Pd, Nicola Rossi. Aggiunge: «Mi sembra, inoltre, positivo ciò che il governo sta facendo sui fondi comuni-tari per le grandi opere. Cioè concentrarli su pochi obiettivi strategici, invece dì parcellizzarli in mille rìvoli». Stando ai testo tremontiano, il nuovo Commissario dovrà rispondere direttamente al ministro e gli deve spiegare perché quella tale opera è in ritardlo e chi e come la sta bloccando. Ciò significa che il Commissario a un obbligo dì risultato. In più, egli deve chiedere al ministro di' revocare l'assegnazione delle rii sorse, per un 'infrastruttura che' non procede, a chi le dovrebbe utilizzare. Decisionismo? «Speriamo dì sì», osserva la Kostorisi Padoa-Schioppa: «E' questo che ci vuole: il ritorno dell 'autorità dello Stato. E in più, una comdivisionepolìtica delvalore che può. avere questa figura. Perché la modernizzazione italiana ha bisogna di 'ina fiducia larga». Giuseppe Roma, del Censis, è meno entusiasta. «Temo che questo Commissario possa rappresentare in potere in più, in un campo nel quale i poteri sono già tqntis-ìimi». Complica invece di facilitare? «Non credo», obietta l'economista Antonio Pedone: «Anzi, il Commissario si potrebbe svelare utile nella mediazione, :he poi però deve partorire per forza e in. tempi brevi una decisione, con le comunità locali». Che spesso sono in preda alla sindrome del Nimby (notin my backyard: ovvero costruite lontano dal mio cortile). Contro questa malattia paralizzante, in Inghilterra, è stata varata la «legge anii-proteste». Una sorta di pugno di ferro contro chi blocca la costruzione di tutto. Ma da noi, il nuovo Commissario non sarà uno sceriffo. Può rappresentare invece l'antidoto a quella che Nicola Rossi chiama «l'eterna immobili-: tà italiana». «Il nostro Paese - spiega il senatore democrat - è fondato sull'immobilità delle persone, dei beni, dei. mezzi. La sfida, trasversale, è quella di rimetterlo-in moto». il giuslavorista Michele Tìraboschi è ancora più netto: «II nuovo Commissario è un'ottima idea. Va riportato ordine in una situazione nella quale, a causa ideila riforma del. Titolo V del la Costituzione, le competenze sulle opere pubbliche sono sparpagliate fra troppi soggetti. Risultato: la deresponsabilizzazione e la paralisi. Seme, invece, una persona che dia le linee strategìche, faccia da regista, operi la. sìntesi sul territorio. ' Uno Stato autorevole, che prende decisioni, trasmette nei cittadini il valore della fiducia». La fiducia, quella nel futuro, ha il diritto si sfrecciare sottoterra, sopra ai ponti, sulle autostrade, sulle ferrovie. Basta che si facciano. E ad alta velocità.