UN PEZZO di città si mobilita contro la tramvia in piazza del Duomo. Più di mille persone hanno assistito alla tavola rotonda «Un treno in piazza Duomo. Limpatto della tramvìa al patrimonio artistico e sulla città di Firenze», organizzata dal capogruppo dellUdc Mario Razzanelli. E stata soprattutto una giornata di festa per Mario Razzanelli, soddisfatto di un risultato che nemmeno lui si aspettava. «Sono sorpreso di quanti cittadini siano venuti al Saschall a difendere la città, e questo mi dà forza per continuare la battaglia contro la tramvia», ha detto. Una battaglia che proseguirà a Roma, dove si recheranno, insieme a Razzanelli, alcuni dei presenti ieri - Mina Gregori, Francesco Alberoni, Laudomia Pucci, Luigi Cappugi - e soprattutto Vittorio Sgarbi. Sarà lui, infatti, come ha promesso, a chiedere lincontro ai ministri Sandro Bondi e Altero Matteolì, perché dalle loro dichiarazioni di contrarietà alla tramvia si passi finalmente ai fatti. E ieri Sgarbi non si è risparmiato lo show, prendendo di mira ìn particolare il sindaco. Prima di salire sul palco: «Domenici è un bravo ragazzo, ma purtroppo la sua visione è da fricchettone o da ragazzo che è andato in discoteca. Uno vorrebbe vedere Firenze come la vedeva Dante, non come la vede Domenici». «Domenici potrebbe essere di destra o di sinistra, ma non è una questione politica: è una questione di tutela della civiltà fiorentina - ha concluso - che è la civiltà italiana». Una volta sul palco: «Domenici rappresenta la parte debole di men- te della cittadinanza. Non cè un solo cittadino pensante che possa sostenere la tramvia. Piazza del Duomo è come gli Uffizi. E la sua tutela appartiene allo Stato, attraverso ministeri e sovrintendenze. Quindi il Comune non ha il minimo potere in questo ambito. Domenici non deve discutere e non deve essere ammesso a nessun tavolo sullargomento. Vada nella cucina del Comune, non è il suo tavolo, questo». A chi dal pubblico gli ha chiesto il perché lUnesco non abbia preso una posizione sulla tramvia a Firenze, Sgarbi ha risposto: «LUnesco non è un organo di tutela, è il Rotary dei monumenti. Quindi non è necessario che si esprima». E sulla prossima corsa a sindaco: «Si giocherà sul primo punto del programma, che dovrà essere: non voglio la tramvia in piazza del Duomo». Concorda Razzanelli che, in attesa di un auspicato avvoggio del Pdl, ieri ha dichiarato: «Il successo di questa iniziativa ha dimostrato come la città abbia veramente bisogno di una lista civica che si sganci da questo sistema che ha amministrato Firenze in tutti questi anni. Il nome, Firenze cè, e il simbolo sono già pronti».