Epicuro che definì «la musica inutile e dispendiosa» di energie per la filosofia, nellEmpireo, dove ormai filosofeggia, non sa delle Notti bianche di Puglia che costano 12miliardi di vecchie lire. E non sa nulla neppure il ministro Brunetta che recentemente ha messo il naso anche nella cultura, dichiarando al «Ravello Lab 08», dedicato alle «Politiche culturali nel quadrante Euromediterraneo», che i 4mila 200 musei italiani ono «depositi polverosi» e gli enti lirici, «14 centri di spesa inefficienti e costosi». Quale cultura può produrre un teatro come il San Carlo, che per l inaugurazione sceglie il Parsifal, cioè lopera più costosa?». Mentre il teatro commissariato e si devono sottrarre risorse dai Fondi comunitari della Campania per provvedere alle opere di ristrutturazione salvando il bilancio in rosso. Il Mezzogiorno ha tra le sue poche carte da giocare la cultura. Ancora pochi giorni fa i carabinieri hanno scoperto nella Daunia, un violatore di antiche tombe che aveva dissotterrato, bellissimi tesori. Ma nei Musei pugliesi non ci va nessuno e la Regione poco vi investe. Perché i musei (come le biblioteche, gli archivi storici) non fanno «evento», non sollevano rumore, non hanno recensioni sui giornali amici! Ed una cultura del passato non va certo disgiunta alla cultura del presente ed alle attività dello spettacolo dal vivo, del cinema, delle produzioni televisive e musicali. Le fondazioni liriche hanno sfondato i loro traballanti bilanci. Ed anche un Ente ben emminìstrato come il "Teatro Regio" di Torino sta mettendo in cantiere una possibile sinergia con il Teatro Stabile torinese per ridurre i costi (produzione, organizzazione, etc.). Intanto «La Fenice» di Venezia lancia le collezioni «Sempre libera» e «Amami Alfredo» per vendere (dalle borse alle tazze da tè) oggetti con il marchio: Per sciopero resta in pericolo la «prima» della Scala, solitamente inamovibile dal 7 dicembre, giorno di S. Ambrogio. Contenere inammissibili eccessi diventa necessario. Non per la crisi economica in atto (che oggi cè, dopodomani non ci sarà più) ma perché la cultura è un business che coinvolge non fasce limitate di proletariato intellettuale, ma artigiani, creativi, intellettuali con ricadute nella industria della pubblicità, del commercio, delle imprese le più diverse. Nellultima legge sulla cultura di una Regione meridionale, n. 22 del giugno scorso della Basilicata, si afferma che «la Regione deve avviare una profonda riflessione» per disciplinare i vari settori di intervento", troppi settori, forse. È un concetto presente nei documenti di programmazione dei Fondi comunitari 2007-2013 anche delle Regioni Puglia e Calabria, anche in forza delle direttive della Comunità che prescrivono di cambiar... musica nel modo di spendere i fondi comunitari. La tanto conclamata «politica di coesione» non può deviare da un corretto uso delle risorse, dallassicurare sinergie ed integrazioni interregionali. Ma quando si va nel concreto di quei documenti ci si accorge che la cultura viene continuamente «giustificata»: in nome del turismo, delloccupazione giovanile, etc. La cultura, invece, va garantita in sè, non come una dispersione del suo essere. Magari per compiere «nefandezze» nel suo nome. Le tre Regioni sorelle (Calabria, Puglia, Basilicata) debbono trovare ragioni di un itinerario comune di conoscenza perché la cultura diventi sviluppo. Valorizzando in pieno le infrastrutture immateriali come i Musei di Taranto o di Reggio Calabria, i Teatri di Cosenza come di Matera, la Fondazione Lirica di Bari. E via, via, via la politica dell«effimero» e dell«evento» che piace tanto agli assessori! La nuova economia ha bisogno di un modo nuovo di fare cultura, di essere - il Mezzogiorno - cultura. Epicuro, uno dei padri della nostra cultura magnogreca, non si rivolterà più nella tomba!
PUGLIA - L'effimero e l'evento non fanno cultura
Il testo critica la gestione della cultura nel Mezzogiorno, in particolare in Puglia e Calabria. Il ministro Brunetta ha dichiarato che i 4.200 musei italiani sono depositi polverosi e gli enti lirici sono inefficienti e costosi. Il teatro San Carlo di Napoli sceglie opere costose come Parsifal per l'inaugurazione. I musei pugliesi non ricevono investimenti e non fanno eventi. La cultura del passato non va disgiunta dalla cultura del presente e dalle attività dello spettacolo. Le fondazioni liriche stanno mettendo in cantiere sinergie per ridurre i costi. La Fenice di Venezia lancia collezioni per vendere oggetti con il marchio.
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