RAFFORZARE le sinergie tra la ricerca universitaria e le piccole e medie imprese per creare nuove tecnologie al servizio dei Beni Culturali. È lobiettivo dei Centro Interistituzionale Euromediterraneo (Cem), realizzato presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli e promosso dalla Vicepresidenza della Regione Campania con delega ai Rapporti con i Paesi del Mediterraneo. Nei giorni scorsi il Suor Orsola Benincasa ha ospitato levento finale di Match (Archeological and Cultural Heritage for Mediterranean Tourism), iniziativa-pilota del Cem che punta, tra laltro, a far conoscere e valorizzare i siti archeologici meno noti delle aree costiere e sub-costiere del Mare Nostrum creando relazioni con cinque Paesi del Mediterraneo (Egitto, Israele, Marocco, Turchia e Tunisia). A discutere di Match sono stati rappresentanti istituzionali ed esperti dei paesi coinvolti accolti dal rettore del Suor Orsola Benincasa, Francesco De Sanctis e dal responsabile del Cem e docente dello stesso ateneo, Massimiliano Marazzi. Al Cem - spiega Marazzi - ha creato, in questi primi tre annidi attività, un articolato network tra istituzioni, università e imprese della Campania e dei cinque Paesi che operano nei beni culturali. Grazie a Match, che è parte integrante del Cern, abbiamo realizzato una mappatura delle aree archeologiche interessate per elaborare modelli turistici integrati e sostenibili». Promuovere il turismo archeologico ripercorrendo gli antichi itinerari commerciali del Mediterraneo è, infatti, una delle finalità di Match. Gli esperti del Suor Orsola insieme con Mariagiovanna Riitano, docente del Dipartimento dei Beni culturali dellUniversità di Salerno, hanno progettato e realizzato una piattaforma Gis (Geographic Information System), che è stata applicata sperimentalmente sul Parco Nazionale del Cilento e il comprensorio Procida-Vivara. Sono stati tosi individuati itinerari turistici che mettono in rete i siti archeologici "minori" di quelle aree. «Il nostro Gis conclude Marazzi - è unefficace strumento di conoscenza dei sistemi territoriali, esportabile con successo in altre aree archeologiche del Mediterraneo».