Il suo profilo appare come una sorpresa sul filo dell'orizzonte torinese: la Palazzina di caccia di Stupinigi, «l'opera perfetta» di Filippo Juvarra, Versailles italiana che ha attraversato stagioni di gloria e di luci prima d'affievolirsi in un lento declino e approdare, addirittura, dalla storia alla cronaca con il recente, miliardario furto d'arte. Questo complesso riconosciuto nel 1992 dall'Unesco «patrimonio dell'Umanità», tenta, con testardaggine subalpina, di risalire la corrente che l'aveva portato a diventare tappa del leggendario Gran Tour. Sperando che finiscano gli anni delle parole: quelli che, via via, ne prevedevano un futuro da Beaubourg italiano o la dipingevano chimerica Acropoli del 2000. Meglio, forse, piccoli passi sicuri. Come quello che, da dopodomani, la vedrà cornice d'una Mostra mercato internazionale d'antiquariato: un evento che avrà cadenza biennale e vuole riportare Torino nel circuito delle più significative rassegne del settore, sfruttando anche il traino virtuoso delle prossime Olimpiadi invernali. Ad «Antiquari a Stupinigi» parteciperanno sessanta importanti professionisti con un corpus d'opere passate al vaglio d'un comitato scientifico composto da sei storici dell'arte. E' un viaggio per oggetti che percorre sette secoli, dal Medioevo al Novecento, e propone come fastoso «evento collaterale», l'esposizione di quattro capolavori assoluti di Pietro Piffetti. Sì cita l'«ebanista delle meraviglie» e, certo, non si possono dimenticare le sue opere trafugate proprio in quest'edificio che ospita il Museo dell'Ammobiliamento. «Questo furto - nota Roberto Cena, presidente dell'Associazione piemontese antiquari e deus ex machina dell'iniziativa - ha per noi due valenze diverse eppure intrecciate: da un lato muove a sdegno per lo sfregio alla cultura; dall'altro, fa da catalizzatore al desiderio che, finalmente, si torni a parlare di Stupinigi per il suo vero significato». Eccoli, i gioielli. Il primo proviene dalla chiesa torinese di San Filippo Neri; i tre tempietti giungono, invece, dalla chiesa di S. Bernardino dei Disciplinanti di Bene Vagienna, in provincia di Cuneo, e dal santuario del Vallinotto di Carignano. L'appuntamento di Stupinigi ha tanti padri: nasce con il contributo e il patrocinio di Regione, Comune, Camera di Commercio, Fondazione Cassa di Risparmio a cui s'aggiungono, tra le altre, elargizioni di Unicredit Private Banking e Lancia. «Ma fondamentale - aggiunge Cena - è la collaborazione con le sovrintendenze piemontesi». La selezione dei preziosi oggetti si snoderà, in una cavalcata che riunisce epoche e stili diversi, nelle due citroniere (quella di destra, per l'occasione, è stata pavimentata a nuovo con mattoni fatti a mano a lisca di pesce): in vetrina, per essere ammirati e acquistati, dipinti a fondo oro come la Madonna con Bambino del maestro fiorentino Cenni di Francesco di ser Cenni, opere rinascimentali o manieristiche come un animato olio su rame del Pomarancio, un'inedita natura morta di Adriaen van Utrecht. E ancora: una veduta di Piazza San Marco del Battaglieli presentata dalla Plus Alt Gallery di Montecarlo, icone russe, nudi femininili di Felice Casorati e Gigi Chessa. L'itinerario nel Bello s'arricchisce d'incisioni, disegni, libri e conduce il visitatore allo spazio delle sculture: anche in questo caso si va da opere orientali a pezzi del Medioevo e del Rinascimento tra i quali un drammatico San Giovanni Battista di Giovanni Angelo del Maino. E non mancano terrecotte (per tutte, una figura femminile con putto del Ladatte) avori, coralli, argenti sbalzati, cesellati e incisi. Tra i mobili, un pregadio settecentesco del torinese Viglione, pezzi disegnati da Pelagio Palagi, un tavolino d'avorio e bosso regalo per le nozze di Vittorio Emanuele di Savoia (futuro re d'Italia) e Maria Adelaide d'Asburgo Lorena nel 1842. La mostra vuoi lasciare un segno del suo passaggio anche quando gli stand saranno smontati: si chiama master universitario d'alta formazione e - prima iniziativa del genere in Italia - è stato promosso dall'associazione antiquari piemontesi in collaborazione con la facoltà d'Architettura e quella di Scienze della formazione. Sarà l'incubatore da cui usciranno professionisti con un bagaglio di conoscenze storielle, statistiche, giuridiche e scientifiche da mettere al servizio di musei o collezionisti. Tra i loro compiti: individuare con precisione assoluta, grazie anche sofisticati strumenti di laboratorio, le epoche in cui inserire le opere e stabilire eque valutazioni in relazione al mercato internazionale. La Palazzina dove ha abitato la Grande Storia ha agganciato nelle magi-che maglie un nuovo progetto: può riprendere anche da simili eventi-simbolo il suo cammino verso quella Terra di mezzo dove s'intrecciano concretezza e fantasia. La mostra resterà aperta dal Sai 14 marzo;orario 11-20; giovedì, 11-23. Servizio navetta da Torino, piazza Solferino, fermata Atrium lato Teatro; orari: 10,30 Torino-Stupinigi; 13 Stupinigi-Torino; 16,30 Torino-Stupinigi; 19 Stupinigi-Torino. Ingresso, intero 8 Euro, ridotto 6. Eventi collaterali: Mostra «Cent'anni di sport invernali nella grafica» con rari manifesti patrocinata dal Toroc. All'esterno sarà approntata, inoltre, un'esposizione d'auto storiche e attuali di casa Lancia. Il 9 marzo alle 20, serata di gala a contribuzione per il restauro della sacrestia di San Filippo Neri. Tra gli ospiti, Luciana Littizzetto e, dalla fiction «Elisa di Rivombrosa», che ha avuto come sfondo anche l'edificio juvarriano, la regista Cinzia Th. Torrini e gli attori Vittoria Puccini e Ralph Palka.
Stupinigi, la palazzina ricomincia dal bello
La Palazzina di caccia di Stupinigi, un complesso riconosciuto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità, ospiterà una Mostra mercato internazionale d'antiquariato. L'evento, che si terrà dal 14 marzo, presenterà sessanta oggetti provenienti da sette secoli, dal Medioevo al Novecento, selezionati da un comitato scientifico. La mostra sarà accompagnata da quattro capolavori assoluti di Pietro Piffetti e da un'incantevole esposizione di oggetti provenienti da chiese e santuari della regione. La Palazzina sarà aperta dal 14 marzo, con orari di apertura da 11 a 20, e il biglietto d'ingresso costerà 8 euro.
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