Un appello corre in questi giorni su Internet. E' quello di Giancarlo Politi, direttore della più prestigiosa rivista d'arte "Flash Art" a sostegno di Fabio Cavallucci. Com'è noto, la carica del direttore della galleria d'arte contemporanea a Trento è in scadenza e, con la trasformazione dell'istituzione in Fondazione, il rischio è che Cavallucci non sia riconfermato. La decisione spetta infatti al cda della futura Fondazione, composta dal Comune e da soci privati. Abbiamo chiesto a Politi di spiegarci la sua posizione. Lei ha deciso di lanciare via e mail un appello per sostenere Fabio Cavallucci, affinché non venga sollevato dalla guida della Galleria Civica di Trento: che significato ha per lei l'esperienza di tale istituzione? Ritengo quello della Galleria Ciivica di Trento, sotto la direzione di Fabio Cavallucci, una esperienza unica: ha portato nella sua galleria artisti richiesti anche dal Guggenheim o dalla Tate o da altri musei cult nel mondo, con una disinvoltura e leggerezza uniche. Mitico il suo trekking dell'arte o la grande performance della laurea ad honorem a Maurizio Cattelan. Ha portato inoltre artisti eccelsi ma anche del territorio, a incontrarsi e a misurarsi in una dialettica comune. Ha contribuito alla conoscenza e alla visibilità di artisti trentini, al punto che si può ipotizzare un suo ruolo attivo al loro successo (ad esempio la Biennale di Venezia). A livello nazionale e internazionale che ruolo ha rivestito? La Galleria Civica di Trento per l'Italia è stata un faro. Istituzioni ben più ricche e ponderose della minuscola Galleria Civica avrebbero voluto svolgere quel ruolo di apripista che Fabio Cavallucci è riuscito a realizzare da maestro. Senza contare la bellissima rivista WORK (e lo dice uno che di riviste se ne intende, lascatemelo dire) diventata un piccolo "cult" per artisti e appassionati d'arte. A livello internazionale è stata ugualmente un esempio per la portata e la qualità degli eventi, mostre, rassegne (non dimentichiamo le mostre di Sasnal, Kozyra, Santiago Sierra, Paul McCarthy, ecc.), da far invidia a qualsiasi museo miliardario. La Galleria di Trento diventerà con il prossimo anno Fondazione (con il 60 di finanziamenti del Comune e il 40 dei privati): è un modello da seguire? Non sarei in grado di esprimere un giudizio su un modello che sulla carta sembrerebbe ideale, ma poi in realtà mette alla porta colui che l'ha ideato e sponsorizzato. Se non vado errato è stato proprio Fabio Cavallucci a indicare al Comune di Trento questa formula che avrebbe alleggerito anche l'impegno economico del Comune ma che in realtà è stata la trappola imn cui è caduto l'deatore. Atroce beffa per Fabio Cavallucci. Però non si può nemmeno imporre il nome del direttore, per una nuova istituzione che nasce, o no? Ma l'istituzione c'è già, ne è stato modificato lo statuto. Perchè cambiare l'allenatore di una squadra che ha vinto tutto con pochissimi mezzi? In questa situazione economica difficile, c'è il rischio che gli investimenti sull'arte contemporanea vengano tagliati? Spero proprio di no. Ma è stato proprio Fabio a insegnarci che si possono fare le nozze con i fichi. Bellissimo programma con budget ridotto. E in questo budget Cavallucci è riuscito a inserire anche una rivista, WORK, che ha portato la immagine della Galleria Civica nel mondo. Diverso è il caso del Macro e di Siracusa: entrambe senza un vero budget e con ambizioni (mi riferisco al MAcro) al di sopra delle proprie possibilità. Nella nostra provincia si sente spesso la critica che un museo come il Mart e una Galleria come quella di Trento siano un doppioni che non ci possiamo permettere. Cosa ne pensa? Ma tale critica è infondata. il Mart è il tempio del Novecento e della storia dell'arte recentissima. La sua vocazione e proiezione sull'attualità, sulla sperimentazione, sul nuovo che sta germinado è, giustamente nulla. Sarebbe troppo ponderoso e macchinioso per il Mart intraprendere la strada della Galleria Civica. Un po' come Il MoMa di New York (che paragonerei al Mart) e al New Museum sempre di New York (da accomunare alla Galleria Civica), laboratorio di idee, di tendenze, nonchè spazio per i nuovissimi artisti americani e di tutto il mondo. Esattamente come la Galleria Civica.