Gentile Corrado Augias, sono storica dell' arte presso la Soprintendenza ai beni storici artistici ed etnoantropologici di Bologna. Insieme ad altri colleghi e ad esponenti del mondo della cultura nazionale e internazionale ho firmato l' appello della fondazione Bianchi Bandinelli. Un invito a riflettere rivolto al ministro Bondi, sull' ennesima riforma del Ministero, in pochi anni. è come se la Ferrari restasse perennemente ai box a cambiare le gomme. E con il serbatoio vuoto. Quali mai risultati potrà raggiungere? Qui vorrei solo ricordare un principio di cui, mi pare, l' onorevole Carlucci si è momentaneamente dimenticata, proprio lei che milita nel partito delle libertà. è il principio della libertà di pensiero come sancita nell' articolo 21 della Costituzione: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Noi stiamo manifestando la nostra opinione, non rifiutiamo il nostro dovere. Visto che siamo in una democrazia, garantita da quella Carta, confido che le affermazioni dell' onorevole circa le dimissioni volontarie dei firmatari dell' appello che ricoprono incarichi pubblici, non produrranno alcun effetto discriminatorio nei confronti dei dipendenti dal ministero per i Beni e le attività culturali. Anna Stanzani - Bologna Da una decina di giorni circolava in Rete, sul sito dell' associazione Bianchi Bandinelli, un appello contro il super direttore dei musei immaginato dal ministro Bondi nella sua riforma. Due giorni fa le adesioni erano 3.400, tra queste nomi autorevoli come il presidente onorario del Louvre Laclotte, dirigenti del Metropolitan e altre istituzioni straniere, Lavin, storico dell' arte docente a Princeton . Tra gli italiani Mina Gregori, l' archeologo Paolo Matthiae, lo studioso Bruno Zanardi, Alessandra Mottola Molfino, Andrea Emiliani del Consiglio superiore dei Beni culturali, l' ex soprintendente del Comune di Roma La Rocca. E poi restauratori, docenti universitari, una tale pioggia di firme e di tale autorità e competenza da indurre il ministro a fare marcia indietro come ha scritto ieri il nostro Francesco Erbani. Tanto più che il prescelto Mario Resca sarà pure un' ottima persona ma ha ammesso egli stesso di non avere alcuna esperienza nel campo dell' arte, della sua valorizzazione e conservazione. Trattandosi del patrimonio più ricco del mondo un po' di maggiore avvedutezza da parte del ministro sarebbe stata auspicabile fin dall' inizio evitando un così avventuroso dilettantismo. Quanto a Gabriella Carlucci, l' ultimo ricordo che avevo di lei è di quando, pochi giorni fa, ha minacciato sfracelli contro le Jene o di quando, in pieno centro di Roma, sfidò semafori rossi e sensi vietati con la sua rombante Porsche cabriolet grigia metallizzata dopo aver provocato un incidente. All' iraconda signora un consiglio: limiti la sua esuberanza a quel tipo di danni , si tenga lontana da un patrimonio artistico con il quale ha poco a che vedere e da chi cerca di salvaguardarlo. Quando il docente era scelto per chiara fama Antonio E. Pontiroli Prof. Università di Milano - Nel suo articolo del 22 novembre 2008 (quanto costa al paese l' università di parentopoli) Mario Pirani dipinge giustamente un quadro sconsolante. Sono un Docente di Medicina Interna all' Università di Milano; non ho parenti universitari, e ho superato il concorso per Ricercatore, poi per Professore Associato, quindi per Professore Ordinario (concorsi nazionali) perché il mio impact factor era sempre tra i più alti fra i concorrenti. Non credo che il solo guaio dell' Università Italiana stia nel fatto che i concorsi siano truccati e pilotati; esistono anche concorsi puliti; il vero guaio è che da almeno trent' anni i concorsi non sono fatti per coprire posizioni vacanti, ma per moltiplicare a dismisura le posizioni accademiche (scopo peraltro riuscito). Basti pensare che si considera "virtuosa" una facoltà in cui "solo" il 90 del bilancio va per le spese del personale; rimane il 10 per tutte le spese per finanziare la ricerca, per le borse di studio, per l' innovazione tecnologica, che è fondamentale per le facoltà scientifiche. L' Università Italiana è oramai una fortezza senza scambi con l' esterno; lontani i tempi in cui un Primario del Policlinico di Milano veniva chiamato, per chiara fama, come Professore all' Università di Pavia; sto parlando della fine del 19 secolo, uno dei periodi più luminosi della Sanità Italiana. Come porre rimedio a tutto questo? Si dovrebbe riflettere sul fatto che, fuori dall' Italia, la posizione stabile (permanent position) si guadagna dopo aver dimostrato, per almeno 10 anni, di saper pubblicare ad alto livello e di sapersi procurare i fondi per la ricerca. Chi non fa questo lavoro può non essere idoneo, e può trovare impiego in altre sedi altrettanto dignitose al di fuori dell' Università. Noi prof associati saremmo ricattabili? Giorgio Pompa Rappresentante Prof. Associati - Scriviamo per segnalare un aspetto negativo e paradossale del Decreto sull' Università che andrà presto in discussione in Parlamento. è sicuramente giusto cercare dei meccanismi per evitare o almeno limitare la possibilità di Concorsi truccati, ma facendo come proposto, ovvero limitando la partecipazione alle Commissioni ai soli professori Ordinari, escludendo la partecipazione dei professori Associati e dei ricercatori, sembra di capire che il motivo della corruzione fosse dovuto alla presenza di questi. Ma scherziamo? L' idea corrente in ambiente Universitario (prof. Ordinari) e Politico giustifica questo provvedimento poiché si ritiene che i professori Associati e i Ricercatori non sarebbero idonei a fare i Commissari giacché ricattabili. Ma se esistessero figure ricattabili ci sarebbero dei ricattatori (i prof Ordinari?). Chiediamo di rivedere questo provvedimento oppure di fornire spiegazioni plausibili che fughino i dubbi e le perplessità suscitati nel mondo universitario. Il populismo social card e l' assenza della sinistra Vincenzo Calabria vcalabriaspringer.com - La social card altro non è che una patente ufficiale di povero, di cui ogni persona di buon senso non sentiva la mancanza. Una mancetta data mentre con un' altra mano non si toccano le rendite e le tasse per i redditi più alti (come invece fa Gordon Brown in Gb). Una politica spacciata come "di sinistra" ma che dei valori della solidarietà e delle pari opportunità non ha nulla. Ma se da questa maggioranza siamo abituati a gabellare finte politiche di sinistra che in realtà sono di destra (come dimostra benissimo Edmondo Berselli nel suo libro "I sinistrati"), possibile che dalla sinistra vera non ci sia nessuno che proponga un piano serio che sia alternativo alla demagogia berlusconiana? Possibile che il centrosinistra si laceri intorno alla nomina di Villari e non si renda conto dell' assenza di una proposta alternativa a quella gridata dai megafoni a reti unificate delle tv? Magistrati, quel concorso deve essere annullato Giancarlo Ferrero Già avvocato distrettuale di Stato - L' ultimo concorso di accesso alla magistratura svoltosi alla fiera di Milano ha una sola via di uscita: l' annullamento in via di autotutela. Provvedimento drastico e costoso, ma giustificato dalla gravità dei fatti accaduti. Non fare nulla comporterebbe un prezzo altissimo: la credibilità dello Stato ed il buon nome della magistratura. Sono stati rintracciati nelle aule di esame testi non consentiti che hanno sicuramente avvantaggiato i candidati disonesti che potrebbero diventare magistrati altrettanto scorretti. I controlli non sono stati capillari e seri tanto da provocare una vibrata protesta da parte dei più seri partecipanti, culminate in grida poco consoni al luogo (non si era allo stadio) ed a reazioni esasperate dei membri della commissione. Molto meglio ripetere il concorso, piuttosto che attendere l' inevitabile annullamento in sede giurisdizionale amministrativa ( Tar).