Una terrazza a poche centinaia di metri dal mare che sovrasta un albergo di super lusso, una settantina di bungalow immersi nella natura, stile Forte Village. E poi: piscine da sogno, campi da tennis e, in lontananza, parcheggi da raggiungere con le macchinine elettriche. Non siamo a Fantasilandia ma ad Arbus, nella costa Verde. Precisamente a Funtanazza, la colonia marina dove all'inizio degli anni Cinquanta passavano le estati i figli dei minatori. Ed ecco che d'incanto, il villaggio - che potrebbe far parte di un più ampio progetto per la creazione di una nuova Costa Smeralda in salsa campidanese, diventa un caso politico. Non solo perchè fino ad agosto l'ex colonia faceva parte dei "beni identitari", oggetto di una strenua tutela da parte del Ppr, ma soprattutto perchè la società Riva di Scivu Srl, proprietaria dell'area (che una volta sottoscrit ta l' intesa tra Comune e Regione dovrebbe essere rivenduta a 15 milioni di euro), è posseduta per il 98 da Renato Soru, che martedì scorso si è dimesso dalla presidenza della Regione accusando una parte della maggioranza di non assecondare la sua battaglia per la tutela del paesaggio. LA POLEMICA su Funtanazza, già cavallo di battaglia del centrodestra isolano, era già nell'aria dallo scorso fine settimana. Dalla costa di Arbus è partita infatti la controffensiva di quella parte del centrosinistra isolano dipinta dalla stampa nazionale come "amica dei cementificatori e degli speculatori". Un fuoco amico sussurrato a bassa voce, ma ripreso immediatamente dall'opposizione, con il deputato del Pdl Mauro Pili che immediatamente ha presentato un'interrogazione ai ministri dell'Economia, dell'Ambiente e dei Beni culturali chiedendo un'indagine sul progetto che - secondo il parlamentare azzurro - si configurerebbe come una vera e propria «oper azione immobiliare su un edificio di proprie tà pubblica». Il consigliere regionale di An, Mario Diana - attaccando politicamente Soru - ha poi annunciato lo stop imposto dalla commissione edilizia del comune di Arbus. «Non c'è stato nessuno stop, ma ci hanno solo chiesto di presentare dei nuovi documenti», replica Emanuele Soru, fratello del governatore e amministratore unico della società Monteverdi spa che gestisce la Riva di Scivu. In pratica, sostiene Soru, il progetto, redatto dall 'archite tto milanese Antonio Citterio, è totalmente regolare e conforme al Ppr. Ed è anche «bellissimo». Non solo: sarebbe stata l' insistenza degli amministratori locali, molto interessati alle ripercussioni del progetto sull'economia del territorio, a caldeggiare la presentazione delle carte in Comune. «Vogliono trovare il marcio dappertutto», aggiunge Emanuele Soru: «la richiesta della concessione edilizia è stata fatta nell'agosto di quest'anno, se avessimo voluto approfittare della situazione lo avremmo potuto fare molto prima». E all 'osservazione che l' intesa che darà il via libera al progetto sarebbe dovuta essere sottoscrit ta dalla Giunta presieduta da suo fratello, risponde: «Ora che si è dimesso non ci sarà più lui: è un'ulteriore garanzia». Infine, un accenno alle voci che stanno circolando a Cagliari. «Nessun interesse nè a Calamosca, nè ai palazzi della Rinascente e della Banca Intesa. E tanto meno all 'area ex Fas».
SARDEGNA - Funtanazza, anti- Soru all'attacco la replica: massima trasparenza
Funtanazza, una colonia marina in Costa Verde, è diventata un caso politico a causa di un progetto di sviluppo che prevede la costruzione di un albergo di lusso e di bungalow. La società Riva di Scivu Srl, proprietaria dell'area, è posseduta dal 98% da Renato Soru, governatore della Regione, che si è dimesso dalla presidenza accusando una parte della maggioranza di non assecondare la sua battaglia per la tutela del paesaggio. Il progetto è stato oggetto di una controversia, con il centrodestra isolano accusando il centrosinistra di essere "amico dei cementificatori e degli speculatori".
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