IL TEATRO Petruzzelli rinascerà entro la fine dei 2006. Nella peggiore delle ipotesi, nel 2007. Di certo, però, i lavori che attualmente riguardano il foyer proseguiranno senza sosta. Il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani e il sottosegretario Nicola Bono, ieri sera a Bari per assistere alla prima al Piccinni dell'Arianna a Nassa di Richard Strauss, garantiscono che lo Stato non abbandonerà gli enti locali. Soprattutto adesso che è nata la fondazione lirico-sinfonica Teatro Petruzzelli e teatri di Bari, assicura Urbani, il governo punta a costituire nel capoluogo pugliese un polo culturale di teatri, che costituisce già un unicum in Italia. Il ministro dei Beni culturali, con il suo sottosegretario e il sindaco Simone Di Cagno Abbrescia, parla del futuro prossimo nel foyer del teatro Piccinni, dopo aver incontrato a Palazzo di Città i consiglieri di amministrazione della fondazione lirico-sinfonica. All'incontro con la stampa ne! teatro Piccinni dovrebbe assistere anche il presidente della Provincia, invitato come il governatore Raffaele Fitto, che però è a Roma. La presenza di Vemola passa inosservata (non gli viene riservata neppure una poltrona in prima fila) e lui va via stizzito, Giuliano Urbani e Nicola Bono scommettono su! recupero del Petruzzelli. Il ministro lancia addirittura una sfida: «Per informazioni rivolgersi alla Fenice». Il sindaco ammette che da tempo sono in corso contatti proprio con la Sovrintendenza ai Beni artistici di Venezia per superare in fretta quelle pastoie burocratiche che potrebbero ritardare la ricostruzione del teatro. La priorità è trovare uno o più partner privati per reperire in fretta i cinque milioni di euro che ancora mancano per coprire i costi delle opere da realizzare in futuro. Il Comune, spiega il sindaco, ha già stanziato cinque milioni di euro. Altrettanti ne ha iscritti la Provincia nel proprio bilancio, mentre la Regione lo farà a breve, «È chiaro dice Urbani che la priorità della fondazione dev'essere quella di coinvolgere i privati. Ma se questo non fosse possibile, non bloccheremo certo i lavori per cinque milioni di euro. I soldi li troveranno lo Stato e la Regione: ne ho già parlato con il presidente Fitto». Per l'esecuzione delle opere, non si escludono altri due stralci. In ogni casoassicura il sindacosiamo d'accordo con Regione e Provincia, per far gestire alla Soprintendenza l'appalto e la direzione dei lavori. Lo stesso percorso sarà seguito per ii teatro Margherita. La prima parte dei lavori, finanziata con i proventi del Gioco del Lotto, finirà entro l'estate. Non è escluso, però, che già nelle prossime settimane l'Agenzia del Demonio metta a disposizione i dieci milioni di euro per completare le opere, «La fondazione lirico-sinfonica spiega Di Cagno Abbrescia rappresenta la garanzia dell'uso pubblico del teatro richiesta dall'Agenzia per il Demanio». La particolarità della neonata fondazione barese, del resto, è proprio questa. Il ministro Urbani lo sottolinea più volte. «A differenza delle altre città dice a Bari l'attività culturale gestita dalla fondazione ruoterà intorno ad un polo di teatri e di contenitori (oltre al Petruzzelli, il Piccinni, il Margherita e l'auditorium Nino Rota), valorizzando gli allievi del Conservatorio "Niccolo Piccinni e dell'Accademia di belle arti». La sfida, però, è quella di coinvolgere i privati. «Fondazioni bancarie e mecenati», dice il ministro. Che allo spettro della privatizzazione dell'ente lirico e dei teatri, agitato da Rifondazione comunista, oppone una battuta: «Fausto Bertinotti, che è mio buon amico, dovrà spiegarmi come diavolo fanno a fare certi sogni...».