CENTENARIO. I DUE GIORNI DI CONVEGNO ALLA GRAN GUARDIA PER RICORDARE LA NASCITA DELL'ARCHITETTO CHE SPESE LA VITA PER LA SALVAGUARDIA DEI BENI ARTISTICI Evidenziata la passione che lo studioso profuse in Italia e all'estero per la tutela del patrimonio architettonico Lo spiegamento di una cinquantina di forze intellettuali, fra cui la presenza di «grandi vecchi» della cultura, ma anche di giovani e preparatissimi laureati, ha animato i due giorni del convegno per il centenario della nascita di Piero Gazzola (Piacenza 1908-Verona 1979), svoltosi alla Gran Guardia. Una iniziativa del Comitato per le celebrazioni, presieduto da Paola Marini, del Comune di Verona, Direzione musei e della Regione. Quale sia il propellente della vastissima e molteplice attività di Gazzola si evince dalla lettura di una pagina di diario (un brano è riportato qui a fianco), da lui stilata alla vigilia della ottusa, quanto inutile distruzione del Ponte Scaligero e di Ponte Pietra da parte delle unità tedesche ormai in ritirata. Dal testo letto da Gianandrea Gazzola, figlio di Piero, accompagnato dalla sorella Pia, presidente dell'Archivio Piero Gazzola, emerge quella parola quasi onnipotente che si chiama passione. Per Gazzola, passione negli studi (lauree e in architettura e in letteratura e specializzazioni a Milano, diplomi a Monaco e a Dresda), passione nel trasferire il suo magistero agli allievi, nel lavoro di sovrintendente, di esperto nel Consiglio d'Europa e presso l'Unesco, nella salvaguardia dei beni monumentali in Italia e all'estero dal 1935 fino all'anno della sua scomparsa e soprattutto nel porre in essere il credo morale di consegnare alle generazioni future - attraverso un restauro attento alle esigenze di una corretta lettura e della contemporaneità - le testimonianze architettoniche e artistiche del passato quali elementi fondanti per il perdurare dei principi di umanità. Nulla è stato trascurato nelle relazioni degli studiosi provenienti da tutta Italia e anche dalla Grecia. Fra gli argomenti, la necessità del recupero dell'immagine del monumento danneggiato ma anche dei materiali originari con un processo detto di «anastilosi» mutuato dalle intuizioni di Gustavo Giovannoni. Metodo applicato con fedeltà nella ricostruzione della Biblioteca capitolare di Verona, danneggiata gravemente dalla guerra e, più notoriamente, dei due ponti veronesi: una vicenda rivissuta dall'attentissimo pubblico con la proiezione di un filmato commentato da Libero Cecchini che ebbe ruolo saliente in quelle ormai leggendarie operazioni. Della competenza di Gazzola si avvalsero anche Brescia e Milano gravemente danneggiate nell'ultimo conflitto. Sempre intensa l'opera di promotore di eventi, come la mostra veronese del 1959 per le celebrazioni dei 400 anni della morte di Michele Sanmicheli, nonché di restauratore dei sanmicheliani Palazzo Canossa, cupola della chiesa di San Giorgio, Tempietto del Lazzaretto. Lo straordinario architetto, nato nella città scaligera nel 1484, trova mirabile approfondimento nel pensiero di Lionello Puppi. Gazzola fu promotore con Roberto Pane della «Carta di Venezia», fu primo presidente dell'Icomos organismo internazionale per la salvaguardia del patrimonio dei monumenti e dei siti e partecipò sempre attivamente ai dibattiti fra antico e nuovo. Fu anche autore della ancora attualissima cittadella dei Musei di Cagliari. Feconda la sua produzione letteraria, fra cui la collaborazione con le riviste Palladio, Ibi Bulletin e Castellum. Il convegno ha ricordato anche l'attività di tutela di Gazzola presso la Soprintendenza ai monumenti della Sicilia orientale, del Veneto occidentale, della Lombardia e la ricerca scientifica sull'architettura fortificata in Grecia. Il nome di Gazzola assume valenza mondiale con il progetto commissionato dall'Unesco per il salvataggio dei templi di Abu Simbel per la costruzione della diga di Assuan, raccontato da Mario Federico Roggero. Impresa che fu poi realizzata con l'apporto di alcune modifiche. Ma il legame con Verona rimase sempre vivissimo. Stimolato dalla necessità di conciliare, anche nella nostra città, l'ottica moderna di ricostruzione con le esigenze storiche. Dal desiderio di promozione della cultura, illustrato da Gian Paolo Marchini. Dall'impegno per la tutela del paesaggio urbano, tema affidato a Daniela Zumiani. E per la conservazione dei parchi, delle ville, dei viali della costa veronese del Lago di Garda, della Valpolicella, dei centri storici di Villafranca e di Soave. Al convegno di altissimo livello è stata accostata la sezione Poster, coordinata da Francesco Quinterio.
VERONA - Gazzola, l'impegno di conservare il bello
Il Comitato per le celebrazioni del Comune di Verona, presieduto da Paola Marini, ha organizzato un convegno per il centenario della nascita di Piero Gazzola, un architetto veronese che ha dedicato la sua vita alla salvaguardia del patrimonio architettonico in Italia e all'estero. Il convegno è stato tenuto alla Gran Guardia e ha visto la partecipazione di una cinquantina di studiosi, tra cui grandi vecchi della cultura e giovani laureati. La passione di Gazzola per l'architettura e la tutela del patrimonio è stata evidenziata attraverso la lettura di un diario personale e le relazioni degli studiosi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo