E' confermato ufficialmente: il ministro Sandro Bondi non ha presentato in consiglio dei ministri il provvedimento per la creazione di un Super manager nazionale ai musei (individuato nell'ex ad di McDonald's, Mario Resca), dotato di tali poteri da svuotare quelli dei direttori generali regionali e dei soprintendenti ai poli museali e alle aree archeologiche. Bocciato alla unanimità dal Consiglio Superiore per i Beni culturali, dalle associazioni dei tecnici ministeriali e da quelle per la tutela (Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, Italia Nostra, Patrimonio Sos, ecc. con la sola eccezione del FAI), il testo verrà riscritto e ripresentato, probabilmente, al Consiglio Superiore del 4 dicembre. Si spera in forma accettabile. Nel frattempo l'on. Gabriella Carlucci del PdL aveva chiesto in modo arrogante al presidente del Consigolio Superiore dei BC, Salvatiore Settis, di dimettersi e ai soprintendenti che aveva sottoscritto l'appello contro il Supermanager di lasciare l'Amministrazione. Va detto che l'appello lanciato dalla Bianchi Bandinelli e da altre associaaioni contro queste inaccettabili intimidazioni è stato sottoscritto da migliaia di tecnici, in testa i maggiori esperti del mondo (le prime firme sono dei creatori del Grand Louvre, Michel Laclotte e Pierre Rosenberg). Una iniezione di managerialità può servire, se però non va a scapito della tutela attiva di un patrimonio che è fatto, certo, di musei, peraltro di ogni tipo (statali, civici, regionali, diocesani, privati, ecc.), ma anche di 100.000 fra chiese, abbazie e cappelle, 40.000 castelli e torri, migliaia di archivi e biblioteche storiche, migliaia di centri storici di origine italica, etrusca, magnogreca, romana, inseriti in paesaggi quasi sempre straordinari e quasi sempre minacciati. Tutela, va precisato, che non verrà trasferita al Comune di Roma, come pretendeva il sindaco Alemanno, né ad altri soggetti, come ha chiaramente, e opportunamente, chiarito lo stesso Ministero in risposta ad una puntuale interrogazione urgente dell'on. Giuseppe Giulietti di Articolo 21.